CORRIERE DELLA SERA del 28/1/2013
martedì 29 gennaio 2013
Università: il PD e Modica si ingegnano a fare nuovi danni
L'UNITA' del 27/1/2013
IL MATTINO del 27/1/2013
Tagli e sottofinanziamenti
Il «sapere» si interroga a Roma
di Alberto Castagna l’Unità 28.1.13
In effetti se scarseggiano
le risorse economiche, il prossimo governo dovrà inventarsi nuove
strade per lo sviluppo del Paese. E sono molti a pensare che un ruolo
centrale lo dovrà avere il sapere. Continua Nastasi: «I problemi del
mondo del sapere sono problemi del Paese e non dei singoli ricercatori o
studenti». Proprio per questo il settimanale Left ha proposto a tutto
il mondo del sapere, ricercatori, studenti, docenti e professori, di
incontrarsi insieme per proporre al prossimo governo di centrosinistra
alcune parole d'ordine. Il 12 febbraio al Teatro Eliseo i lavoratori
della conoscenza prenderanno la parola, sperando che qualcuno raccolga
queste sollecitazioni.
«Ci piaceva l'idea di proporre un momento di
confronto tra alcuni esigenti elettori ed il centrosinistra. Vorremmo
però che si partisse dall'esigenze del mondo dell'istruzione per
arrivare ai problemi dell'Italia». Manuele Bonaccorsi è il vicedirettore
di Left ed è tra gli organizzatori di questa grande assemblea che
coinvolgerà tantissime persone.
Non sono numeri piccoli. Tra studenti
e lavoratori, il mondo della scuola, dell'università e della ricerca in
Italia coinvolge quasi dieci milioni di persone. Naturalmente la parte
del leone la fanno gli alunni della scuola, che sono più di sette
milioni e i loro docenti, circa 700mila. Oggi questo mondo è quasi al
collasso, stressato da pesantissimi tagli di bilancio e da una
burocrazia asfissiante. Ad esempio, per quel che riguarda il comparto
università, al diluvio di regole della legge Gelmini, ancora in buona
parte da attuare, si è associato un taglio in pochissimi anni di quasi
un miliardo di euro al fondo di finanziamento ordinario. La quota base
messa a disposizione dallo Stato è passata dai 6,7 miliardi di euro a
disposizione nel 2008 ai 5,5 del 2012. L'ultima legge di stabilità non
ha invertito il trend, anzi ha previsto un ulteriore taglio di 300
milioni di euro.
«Riguardando la serie storica del Fffo si nota
chiaramente che il massimo è stato raggiunto nel 2008, grazie al
finanziamento del governo Prodi. Il governo dell'Ulivo avrà avuto
problemi con le riforme universitarie, ma nessuno può accusarci di aver
tagliato i fondi all'Università». A parlare è Luciano Modica, che in
quel governo è stato sottosegretario con delega all'Università. «Certo
non tutto ha funzionato e bisogna ammettere gli errori commessi, ma
riportare il finanziamento del sistema unitario della conoscenza,
scuola, università e ricerca pubblica, ai livelli del governo Prodi è la
prima misura che dovrebbe prendere il prossimo governo”.
Le
questioni sul tappeto sono molte è il sottofinanziamento del settore è
solo uno dei problemi. «Il diritto allo studio ha subito colpi
terribili. Abbiamo uno dei peggiori sistemi europei, ma non è solo
questione di soldi – ci dice Luca Spadon, portavoce della
Link-Coordinamento universitario – ad esempio l'eccessiva
regionalizzazione del sistema non ha portato una maggiore efficienza.
Forse dovremmo ricentralizzare alcune competenze».
Ma la
preoccupazione maggiore è oggi legata non alle singole rivendicazioni ma
al nostro sistema Paese. Dopo le proteste contro la legge Gelmini tutti
sembrano aver capito che la posta in gioco non è solo il futuro
dell'università italiana ma del nostro sistema economico e sociale.
Andrea Ranieri, ex-assessore alla cultura del comune di Genova è una
vera a propria autorità in materia: «Dobbiamo dire nella competizione
globale l'Italia ha bisogno di imprese, di lavoratori e di cittadini più
istruiti e consapevoli. Per aumentare la qualità della propria
produzione di merci e servizi ma anche la qualità della convivenza
civile e della partecipazione democratica».
CORRIERE DELLA SERA del 28/1/2013
STIPENDIO AGLI STUDENTI MIGLIORI PER "TRATTENERE" LE MATRICOLE (DI STEFANO PAOLO) a pag. 22
CORRIERE DELLA SERA del 28/1/2013
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