lunedì 4 febbraio 2013
Filosofia, verità e dibattito pubblico
Antonella Besussi: Disputandum est: La passione per la verità nel discorso pubblico, Bollati Boringhieri, Torino, pagg. 332, € 28,00
Risvolto
Le
controversie metafisiche sono tornate a occupare lo spazio pubblico. Ma
perché le credenze sulle cose prime e ultime ne erano state bandite? Ed
è un bene o un male che esse escano di nuovo allo scoperto? Il rischio è
che generino dispute non componibili, sostiene chi è convinto che le
decisioni politiche debbano osservare le "regole del silenzio" in
questioni concernenti verità ultime. Ma obiettano altri non si
possono silenziare i conflitti di verità, o prescinderne come se a
essere in gioco fossero semplici propensioni di gusto o preferenze
personali, dal momento che si tratta di radicali disaccordi di
principio. Antonella Besussi ritiene che esista la possibilità di
combinare la passione metafisica che ci conduce a sostenere una credenza
e l'incertezza sul nostro avere ragione che ci porta a volerla mettere
alla prova nella discussione pubblica. Non resta quindi che continuare a
disputare sulla verità: dissenso su credenze profonde e rispetto
reciproco sono tutt'altro che incompatibili, anzi è il loro esercizio
che contribuisce a ripoliticizzare una sfera pubblica impoverita di
significato.
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