mercoledì 20 febbraio 2013

Gramsci era liberale e padrino di Bersani. Solo la destra ormai ne ricorda il comunismo leninista

Come dimostra l'intervento del funzionario del PD Gravagnuolo. L'articolo su Italia Oggi si distingue comunque per perle di immaginazione creativa [SGA].

ITALIA OGGI del 19/2/2013



Gramsci: etica e partiti per battere l’anti politica
di Bruno Gravagnuolo l’Unità 20.2.13



QUESTA VOLTA NIENTE INTRIGHI O QUADERNI RUBATI Parliamo di quel che pensava veramente Gramsci. Dell’etica, della politica, del pluralismo e dell’egemonia. Così come risulta dai Quaderni «salvati» (da Togliatti). Gramsci pensava per il suo tempo cose davvero eretiche. Che lo ponevano già fuori del comunismo novecentesco. E pensava cose attualissime, ancora oggi. Per esempio: «Ogni rapporto di egemonia è necessariamente un rapporto pedagogico e si verifica non solo nell’interno di una nazione, tra le diverse forze che la compongono, ma nell’intero campo internazionale e mondiale, tra complessi di civilità nazionali e continentali...» (Q. 10, 1932-35). Ohi ragazzi direbbe il segretario questo qui mica faceva gli areoplanini coi Quaderni in galera!
Come non pensare ai conflitti di civiltà di Huntington di 70 anni dopo? O come non pensare alla ferrea egemonia monetarista della Germania in Europa... tanto per fare esempi. Ma c’è dell’altro, sempre in quel Quaderno 10. Sentite qua: «In Croce l’etica si riferisce all’attività della società civile, la politica all’iniziativa e alla coercizione statale-governativa». E quando c’è contrasto tra etica e politica dice ancora Gramsci c’è «crisi» e «il vero stato, cioè la forza direttiva del processo storico, occorre cercarlo non là dove si crederebbe, nello stato giuridicamente inteso, ma nella forze “private”, e anche nei cosiddetti rivoluzionari...». Che vuol dire? Questo: che occorre rilanciare l’etica civile a partire dai partiti, intesi come associazioni private di massa. Portatrici di nuovo costume etico, nuova statualità, nuove classi dirigenti, «nuova egemonia», espressione dei ceti oppressi da stato ed economia (e contro i ceti dominanti, populistici o tecnici). Sì, per Gramsci la questione morale diventava politica, e la politica veicolava etica civile. A proposito, niente totalitarismo, avversato da Gramsci: «L’egemonia presuppone un regime liberal-democratico» (Q. 6, 1930). Ecco, c’ è proprio tutto. Anche come vincere domenica e lunedi.

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