domenica 10 febbraio 2013
L'Italia è impegnata in molte guerre ma quasi nessuno ne parla
PACIFISMO/ELEZIONI
Africa e non solo... Che fine ha fatto, a sinistra, la guerra?
ARTICOLO il manifesto 2013.02.09 - 09
Ancora una volta la guerra è tornata nella
storia. Dietro il cavallo di troia dei diritti umani, l'Italia si lancia
in ripetute guerre "umanitarie", ultimo travestimento delle conquiste
imperialiste. Una politica estera di pace, invece, dovrebbe avere, come
primo caposaldo, il rifiuto di ogni ingerenza armata in paesi terzi,
comunque motivata, anche da presunte o vere violenze contro i diritti
umani. La violenza non si combatte con la violenza bensì, ha insegnato
Mandela, con i mezzi pacifici. La nostra piattaforma di pace si articola
in quattro punti. Ognuno rappresenta una svolta decisiva. 1. Svolta
rispetto ai conflitti armati in cui l'Italia è (o è stata) coinvolta.
Bisogna: - Mali: condannare l'attacco della Francia (nemmeno
"autorizzato" dall'Onu!) invece di sostenerlo; - Afghanistan: ritirarsi
ora, risarcire il paese, invece di continuare a uccidere per un anno o
più; - Siria: premere per un cessate il fuoco e il negoziato tra tutte
le forze, anziché fornire aiuti militari ai gruppi armati e un appoggio
politico-economico al loro braccio politico (il CNS, poi la
"Coalizione"); - Libia: riconoscere i crimini nostri e della Nato,
commessi in spregio al mandato Onu; risarcire le vittime; considerare
rifugiati gli esuli; svelare gli interessi dietro le falsità raccontate
in coro dai media. INFINE: ripudiare la "guerra permanente" americana,
rifiutando ogni collaborazione. Ad es., chiudendo le basi Usa come
quelle "Africom" a Vicenza e a Napoli, create per le future guerre Usa
in Africa. 2. Svolta nell'impiego delle risorse economiche per la difesa
dell'Italia Bisogna: - perseguire una politica di disarmo con la
riconversione delle industrie belliche italiane; - cancellare o rivedere
i progetti più onerosi: caccia F-35 e JSF, elicotteri NH-90, navi
Fremm, ecc.; - revocare la L.244/12 che consente di riordinare le forze
armate da forze di difesa in forze offensive. 3. Svolta nella tutela del
territorio nazionale italiano Bisogna: - usare i risparmi (punto 2) per
bonificare i territori nazionali contaminati (Sardegna, Taranto, ecc.);
- negare a paesi terzi l'uso dei poligoni di tiro e ogni altra attività
che contamini il territorio italiano; - vietare sul territorio
nazionale lo stoccaggio di armi nucleari o la costruzione dei nocivi
radar MUOS. 4. Svolta nella conduzione della politica estera italiana
Bisogna: - passare da "membro" a "partner" della Nato per non essere
trascinati in guerre decise da altri; - richiedere l'estradizione dei 23
agenti Cia condannati dai tribunali italiani e latitanti negli Usa; -
recuperare il ruolo di "protagonista della pace" che l'Italia svolse
durante parte del Rinascimento, quando inventò la diplomazia
internazionale e riuscì ad appianare tante controversie nel mondo. Basta
giocare di rimessa! Basta sudditanza! Basta guerre! Per una politica
estera attiva di pace! *** (promotori Rete No War e PeaceLink, Per una
politica estera alternativa, di pace . Contributo all'incontro «Ditelo
Prima!» del 15-2-2013, ore 17, presso il Cesv a Roma, con i candidati a l
parlamento sensibili alla pace ).
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