lunedì 11 febbraio 2013
Un libro sulla teologia di Spinoza
Risvolto
La filosofia di Spinoza ha radici complesse, a vario titolo
scandagliate. Quella spinoziana è una via che può essere compresa
riconoscendo le fonti e le prospettive di una tensione filosofica volta a
pensare, insieme, l'essere e il divenire, il tempo e l'eternità, il
finito e l'infinito, l'unità e la molteplicità, l'individuo e la res
publica. Tanto la cultura greco-latina (dai classici al medioevo,
dall'umanesimo a Descartes), quanto la tradizione ebraica (in varie
sfaccettature, dalla dimensione talmudica a quella cabbalistica) possono
essere indagate, e spesso sono state ipotizzate, come basi di un
percorso che lucidamente si confronta con autori e opere di cui si
nutre, ma rispetto a cui, tuttavia, prende le distanze, cercando una sua
propria irriducibile originalità. A partire dal lessico fino alla
struttura delle opere spinoziane, siamo sempre chiamati a scavare in
quello che è stato un tentativo radicale, e spesso provocatorio, di
ridefinizione del logos filosofico, dall'ontologia alla politica.
In questo libro si è cercato di mettere a fuoco il concetto spinoziano
di scientia intuitiva conducendo un'analisi interna dell'opera di
Spinoza e considerando alcuni tra gli autori e le correnti della storia
del pensiero (di impronta sia classica, sia ebraica) che possono avere
lasciato un riflesso in questa complessa idea spinoziana, oggetto di
molteplici e talvolta inconciliabili letture.
Di fronte ad una filosofia che si presenta con l'istanza di un
adamantino rigore razionale e che ha sollecitato una continua tensione a
comprendere ed interpretare i suoi possibili significati, queste pagine
si pongono come un tentativo di interpretazione del concetto di scienza
intuitiva, nella consapevolezza che, data la complessità della visione
spinoziana, l'obiettivo non è tanto arrivare a circoscrivere un
significato univoco, quanto mostrare una delle possibili lenti
attraverso cui questo concetto può essere letto.
Patrizia Pozzi, collabora con l'Università degli Studi di
Milano e il Centro di Judaica Goren-Goldstein per la cattedra di Storia
del pensiero ebraico, di cui è attualmente docente a contratto.
Nell'ambito degli studi spinoziani ha scritto saggi apparsi in volumi
collettanei, riviste specializzate e atti di convegni (occupandosi, tra
l'altro, della Biblioteca di Spinoza e dell'ambiente ebraico della
Amsterdam del Seicento).
Giulio Busi Domenicale 10 febbraio 2013
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