Il costo dell’attesa
mercoledì 15 maggio 2013
E' arrivato il momento di disdire l'iscrizione alla CGIL?
La ragione non è certamente la pensione di Epifani ma la totale rinuncia al conflitto che questo sindacato pratica in nome di una inefficace riduzione del danno. All'Università di Urbino, inoltre, i docenti iscritti non si accorgono nemmeno dell'esistenza della FLC [SGA].
Il costo dell’attesa
Quando Epifani era “parcheggiato” in Cgil
di Salvatore Cannavò il Fatto 13.5.13
Guglielmo
Epifani si appresta a un difficile lavoro, tenere insieme il Pd in
condizioni di forma non proprio ottimali. Da quando ha lasciato la
direzione della Cgil, nel novembre del 2010, infatti, si è un po’
arrugginito dato che la sua sola attività negli ultimi due anni è stata
quella di presidente dell’Associazione Bruno Trentin. A giudicare dal
sito, un’attività limitata alla partecipazione a iniziative e convegni
pubblici.
Il “centro di cultura politica e sindacale” della Cgil è
stato costruito a sua misura nel momento in cui ha passato la mano della
segreteria a Susanna Camusso. In precedenza, il sindacato di Corso
Italia aveva riservato ai propri leader “in pensione” la presidenza di
un altro istituto, la Fondazione Di Vitto-rio. Quando andò a dirigerla,
nel 2002, Sergio Cofferati la presentò con i responsabili di tre
comitati scientifici: Alberto Asor Rosa per la parte culturale, Adolfo
Pepe per la storia, Marcello Messori per il settore economia. “Sarà un
cantiere aperto, di approfondimento” disse Cofferati che poi, da lì,
intraprese la sua carriera politica.
EPIFANI ha evitato la Di
Vittorio e ha deciso di onorare un altro importante segretario della
Cgil, quel Bruno Trentin morto nel 2007, a seguito delle conseguenze
dovute a una caduta dalla bicicletta. Chi, nella Cgil, non ha mai amato
Epifani, ha sempre sostenuto che la presidenza dell'associazione sia
stata un “regalo”. A scrivere nero su bianco un giudizio netto è stato
Gianni Rinaldini, ex segretario della Fiom tra il 2002 e il 2010 – lo
stesso periodo in cui Epifani è stato segretario Cgil – e che ha scritto
una lunga memoria della propria vita sindacale. La prima parte di
questa storia è già apparsa sulla rivista Alternative per il Socialismo
diretta da Fausto Bertinotti (altro dirigente sindacale dalla carriera
politica). Il giudizio più pungente su Epifani, però, deve ancora essere
pubblicato. Epifani, scrive Rinaldini, “è stato parcheggiato con auto,
autista, ufficio stampa in attesa di essere candidato alle elezioni
politiche, come è puntualmente avvenuto”. I dirigenti della Cgil,
ovviamente, non sono d’accordo e sottolineano che quello dell'attuale
segretario Pd è stato un incarico dovuto. Dai bilanci riservati del
sindacato, però, si legge che l’introduzione della nuova carica è
costata 500 mila euro nel 2011 e altrettanti nel 2012. Una spesa
sostenuta mentre, contemporaneamente, la Cgil ha speso 530 mila euro per
la Fondazione Di Vittorio, 400 mila euro per l’Ires, l'Istituto di
ricerche economiche e sociali, altri 500 mila per l’Isf, l'Istituto
superiore di formazione, 400 mila euro per la Smile, azienda di
certificazione, e 46 mila euro per l’Associazione Luciano Lama (esiste
anche questa). Il costo complessivo per “studi, ricerca e formazione”
nel 2011 è stato di 2 milioni, 649 mila mentre nel 2012 erano
preventivati in 2,376 milioni. Quasi il 10% delle spese totali che nel
2011 sono state 26 milioni, 130 mila euro.
Una volta eletto deputato
l’ex segretario, la Cgil ha provveduto, il 18 aprile scorso, a
riorganizzare le sue strutture di ricerca. E così il posto di Guglielmo
Epifani alla guida della Bruno Trentin, è stato preso da Fulvio Fammoni,
già membro della segreteria nazionale, incaricato di guidare una fase
di “unificazione tra l’Associazione Bruno Trentin, l’Ires, l’Istituto di
ricerche economiche e sociali della Cgil e l’Isf, l’Istituto superiore
per la formazione del sindacato di Corso d’Italia”. Una
razionalizzazione attesa e, forse, qualche risparmio.
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