Renata De Lorenzo, Borbonia felix. Il Regno delle Due Sicilie alla vigilia del crollo, Salerno, pagine 230, € 13
Risvolto
Le polemiche che hanno caratterizzato la
celebrazione dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia si sono spesso
focalizzate sul crollo del Regno delle Due Sicilie e sulla fine dei
Borboni. Un fronte antirisorgimentale giustizialista, alla ricerca di
colpevoli e di complotti, ha oggi la presunzione di scrivere ciò che gli
storici di professione non avrebbero mai scritto o avrebbero
volutamente occultato. Renata De Lorenzo, partendo proprio dal confronto
con le mitologie correnti, propone una rilettura attenta delle
dinamiche interne ed esterne al contesto meridionale che dal post- 1848
al 1861 hanno messo in crisi i modelli culturali di una dinastia e della
“nazione” napoletana. E ricostruisce la fine del Regno borbonico,
facendo il punto sulle contraddizioni le complessità della vita
politica, della società dell’economia del Sud alla vigilia dell’Unità.
Carlo Borgomeo, L’equivoco del Sud. Sviluppo e coesione sociale, Laterza, pagine 191, € 12
RisvoltoParlare di Mezzogiorno è diventato perfino noioso: l’impressione è che
sia una questione irrisolvibile. Metà degli italiani pensa che al Sud
siano stati dati troppi soldi; l’altra metà denuncia l’insufficienza
delle risorse e l’incoerenza delle politiche adottate. Al di là di
interventi sbagliati, sprechi, incapacità, c’è stato un errore di fondo:
condannare il Sud a inseguire il livello di reddito del Nord, a
importare modelli estranei alla cultura e alle tradizioni e a
sviluppare, di fatto, una dimensione politica di dipendenza. Per
spezzare questa logica bisogna introdurre una profonda discontinuità, a
partire dalla consapevolezza della natura vera del divario. Il Sud è
meno ricco del Nord, ma la distanza più grave è nei diritti di
cittadinanza, nella scuola, nei servizi sociali, nella cultura della
legalità. È da qui che bisogna ripartire convincendosi che la coesione
sociale è una premessa, non un effetto dello sviluppo.
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