giovedì 19 settembre 2013

Da Marx a Heidegger: l'involuzione della sinistra radicale dalla ragione alla fantasia più sfrenata


Contro la modernità
La questione della deriva politico-culturale della sinistra italiana è reale e seria ma viene affrontata dal recensore in maniera inutilmente ideologica. Non si capisce poi quale sia la colpa del produttivista ipermoderno Marx (metafisico-soggettivistico, pensava Heidegger). Per quanto riguarda poi la presunta subalternità della cultura scientifica alle patrie Lettere, cavallo di battaglia consolatorio di certo malinteso liberalismo facilone nazionale, ha scritto cose importanti a sua smentita Alessandra Tarquini [SGA].


Elio Cadelo e Luciano Pellicani: Contro la Modernità. La radici della cultura antiscientifica in Italia, Rubbettino, pagg. 174, euro 12

Risvolto
In questo libro gli autori documentano che la società italiana, pur essendo entrata nella famiglia delle società industriali avanzate, continua ad essere caratterizzata da un diffuso e radicato analfabetismo scientifico quotidianamente alimentato dalla esiziale presenza attiva di ideologie radicalmente ostili alla scienza, alla tecnica e al mercato. Il che costituisce uno sconcertante paradosso storico, dal momento che sono proprio la scienza, la tecnica e il mercato i potenti motori di quella epocale rivoluzione in permanenza che siamo soliti chiamare modernizzazione. Il risultato è un libro indispensabile per prendere coscienza di ciò che il nostro Paese ha bisogno per evitare la deriva della regressione storica e per garantire un futuro alle nuove generazioni.

Quei nipotini di Marx nemici della scienza e amici dell'apocalisseUn tempo erano progressisti ma oggi rifiutano le conquiste della modernità perché espressione della "società borghese"Giampietro Berti il Giornale Mar, 17/09/2013

Il
partito traversale che detesta la scienza
Pellicani e Cadelo ricostruiscono le origini della ribellione antimoderna
Antonio Carioti La Lettura

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