mercoledì 30 ottobre 2013

Fenomeni naturali

Dopo due giorni di pioggia viene il lunedì e altri misteriosi fenomeni del pianeta TerraAxel Bojanowski: Dopo due giorni di pioggia viene il lunedì e altri misteriosi fenomeni del pianeta terra, Bollati Boringhieri, pp. 176, euro 14

Risvolto
 Ci sono fenomeni che ci lasciano semplicemente sbigottiti. Da secoli la Terra è esplorata, scandagliata, perforata in ogni sua pianura, montagna, anfratto, fondale o abisso da schiere di geologi, vulcanologi e oceanologi. Cionostante ancora oggi si scoprono fenomeni che semplicemente non hanno spiegazione. Ed è un peccato che tali stranezze restino confinate nelle riviste scientifiche, protette da un gergo specialistico poco accessibile al pubblico. Questa è la ragione che ha spinto Axel Bojanowski a scrivere questo libro: raccogliere e raccontare, con la lingua di ogni giorno, alcuni dei fenomeni più strani, improbabili e a volte divertenti che si verificano sul pianeta Terra. Grosse bombe di ghiaccio che cadono dal cielo azzurro e terso, pietre da 300 chili che scivolano da sole nella Death Valley, spinte non si sa bene da cosa, per non dire del fenomeno che dà il titolo al libro; perché, che lo si creda o no, nei weekend il tempo è tendenzialmente più piovoso che durante la settimana. Lo abbiamo sospettato tutti, ben sapendo che la cosa non aveva senso, e invece pare sia proprio così. Insomma, la Terra conserva ancora molti misteri, che Bojanowski ci racconta in modo coinvolgente, acuto e informato.
  

Gli enigmi della Terra diventano un genere letterario 

30 ott 2013 Libero MAURIZIO SCHOEPFLIN 

Per introdurre la lettura del gustoso volume di Axel Bojanowski, Dopo due giorni di pioggia viene il lunedì e altri misteriosi fenomeni del pianeta terra ( Bollati Boringhieri, pp. 176, euro 14) si potrebbe prendere in prestito la nota espressione dello scrittore seicentesco Giambattista Marino che affermò «É del poeta il fin la meraviglia», e cambiarne il soggetto, così da farla suonare nel modo seguente: «É dello scienziato il fin la meraviglia».
In effetti, il libro di questo geologo e giornalista scientifico tedesco è scritto apposta per sorprendere il lettore, non mediante mirabolanti invenzioni della fantasia, ma attraverso la descrizione di fenomeni naturali davvero stupefacenti. Ciò anche al fine di avvicinare la scienza alla gente comune, perché – scrive Bojanowski – «troppo spesso gli scienziati, spinti dal loro amore per le formule incomprensibili, si perdono in una sorta di insano delirio di onnipotenza dove l’incapacità di farsi capire viene scambiata per intelligenza». Questo libro nasce dunque dall’alleanza tra la straordinaria infinita varietà della natura e la volontà di parlare di essa in modo comprensibile e addirittura divertente. Facciamo un esempio. Esiste uno studio intitolato An updated climatology of surface dimethlysulfide concentrations and emissions fluxes in the global ocean. Sapete di che cosa parla? Ebbene, in esso si discute di certe alghe marine che, quando l’acqua diventa troppo calda, sprigionano nell’atmosfera sovrastante delle nubi in grado di fare loro ombra. Si tratta di un fenomeno che indubbiamente suscita meraviglia, ma che può essere descritto con parole semplici e accessibili a tutti.
Ognuno dei trenta capitoli che compongono il volume è dedicato a un evento del genere, raccontato dall’autore con la lingua di ogni giorno. A un certo punto il lettore si imbatte nel mistero delle pietre vaganti. In California, sul suolo desertico della Valle della Morte si muovono pesantissimi blocchi di roccia. Gli scienziati studiano questo enigma fin dal 1948, tanto che hanno perfino dato un nome ad alcuni di questi enormi sassi, che si spostano senza una logica apparente. Potrebbero scivolare su di una pellicola d’acqua? O saranno sospinti dal vento? Non si sa. Naturalmente non è mancato il solito ridicolo riferimento all’azione di entità extraterrestri. Vari studiosi si sono trattenuti per giorni nella zona, ma nessuno è riuscito a «cogliere sul fatto» una pietra in movimento. Forse sarà il ghiaccio ad avvolgere le rocce e a farle scivolare? Può darsi, ma per ora dobbiamo accontentarci soltanto di ipotesi. Vi è poi la questione che dà il titolo al libro. Che la responsabilità delle piogge venga addebitata ai governi è cosa nota.
Maquale governo potrà rivelarsi così sadicamente scaltro da essere in grado di aumentare le precipitazioni piovose proprio nei fine settimana? Eppure – ricorda Bojanowski – è statisticamente provato che in Germania e in Europa centrale il sabato e la domenica piove di più, e qualcosa di simile si verifica anche negli Stati Uniti. È stato dimostrato che per spiegare tale sgradevole fenomeno non basta collegarlo col maggiore o minore inquinamento atmosferico. Ma siccome all’interno della comunità scientifica questo tema ha fama di essere poco utile per fare carriera e viene considerato alla stregua di un passatempo, è assai probabile che continueremo a ignorare perché le nostre grigliate fatte all’aperto nei fine settimana spesso non vanno in fumo ma in acqua.      

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