giovedì 31 ottobre 2013
La sinistra redistributiva rimpiange il liberalismo soft
Tuttavia - mi dispiace per Paolo -, così non se ne esce [SGA].
Luca Taddio (a cura di): Manifesto per una sinistra cosmopolita, Mimesis
Risvolto
La
crisi in atto è una crisi della politica e non propriamente economica:
il capitalismo finanziario gode di ottima salute dato che riesce a
mettere in ginocchio interi Stati. Ed è proprio questo suo enorme potere
a costituire il problema della politica. Agendo localmente secondo
diverse scale di sovranità la politica non è in grado di governare i
processi di globalizzazione in corso. Tale mancato governo degli eventi
ha determinato un allontanamento dei cittadini dalla politica. Il
capitalismo finanziario ha comportato un problema di governance oltre
che un problema di rappresentanza politica. I politici non rappresentano
più i cittadini: non per incapacità, ma per la costitutiva impotenza
della politica rispetto al potere economico-finanziario. Ciò ci conduce
dritti al cuore del problema: il senso della democrazia rispetto alla
finanza globale. La sinistra deve avere il coraggio di rilanciare un
progetto opposto, di apertura e non di chiusura e isolamento. Deve
guadagnare visioni e orizzonti politici più ampi in grado di
oltrepassare lo Stato-nazione. Il progetto per una nuova sinistra può
fondarsi su una cultura cosmopolita - da qui l'idea di lanciare un nuovo
Manifesto. Postfazione di Maurizio Ferraris.
SAGGI Come riuscire a governare i processi di globalizzazione in corso
Pubblichiamo un estratto del testo che compare nel volume «Manifesto per una sinistra cosmopolita», edito da Mimesis, a cura di Luca Taddio. Una dialettica tra «homo oeconomicus» e «homo politicus» Autori come Dewey e Popper hanno saputo riconoscere gli apporti del pensiero della sinistra sulla libertà collettiva
ARTICOLO - Paolo Ercolani il manifesto 2013.10.31 - 11 da controlacrisi
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