martedì 26 novembre 2013

Le minchiate popfilosofiche si moltiplicano curiosamente in prossimità del Natale

Simone Regazzoni: Stato di legittima difesa. Obama e la filosofia della guerra al terrorismo, Ponte alle Grazie, pagine 120, € 13

Risvolto
"Giustizia è stata fatta". Così dichiarava Barack Obama il 2 maggio 2011 dopo l'uccisione di Osama Bin Laden, nemico numero uno dell'Occidente democratico. È un punto di svolta epocale, e non solo sul fronte militare e politico. La nuova forma di guerra contro il terrorismo transnazionale ridefinisce la struttura stessa della democrazia americana, in cui il potere dell'esecutivo opera ormai al di là dei limiti del "legalismo liberale". Secondo Simone Regazzoni, con buona pace della critica di sinistra 'à la Michael Moore', i grandi filosofi come Badiou, Derrida, Zizek si sono limitati a un'ovvia denuncia della 'war on terror', ma "hanno mancato di pensare la guerra", evitando di affrontare la questione dell'"Altro-terrorista" come nemico assoluto da annientare in nome di una legittima difesa della democrazia. Il democratico Obama, deludendo le aspettative di molti, ha confermato la linea di Bush privilegiando la strategia del 'targeted killing': meglio uccidere che fare prigionieri. Meglio i droni delle torture di Guantanamo. Ecco ciò che si tratta di pensare, anche attraverso la fiction hollywoodiana come spazio di messa in opera di una verità storico-politica. È il caso della trilogia di Christopher Nolan sul Cavaliere oscuro. Batman non è un eroe fascista, ma una rielaborazione della "pulsione eroica" all'opera, secondo Bruce Ackerman, nella democrazia americana. Non a caso la sua figura è ispirata a quella di Theodore Roosevelt.


Giuseppe Sacco: Batman & Joker. Volti e maschere dell’America, Sankara, pagine 237, € 9 

Risvolto
Batman non è solo l'eroe di fantastici film d'azione. È anche una metafora dell'America, ed i suoi film offrono continui spunti di riflessione sul ruolo e sul destino degli Stati Uniti. A partire dal 1989, sette film di grandissimo successo lo hanno mostrato impegnato a lottare contro l'alleanza tra la malavita e la politica, contro il tentativo di controllare l'informazione, contro una cupa setta orientale, contro il terrorismo nihilista, contro coloro che vorrebbero distruggere il sistema capitalista. E questo succedersi di minacce diverse traccia un affascinante quadro di come, dopo la fine del comunismo, sia cambiata negli Stati Uniti la percezione del nemico. E come fa quest'uomo del tutto normale a dominare il male e a salvare la società? Può farlo perché dispone, così come la Repubblica stellata, di grandi risorse economiche e della superiorità tecnologica. Può farlo inoltre perché è costantemente alla ricerca della legittimità. 


Guerra e politica secondo Batman (e Obama)

Due libri sull’influenza dell’eroe di Gotham City nell’immaginario Usa
Il dilemma del prigioniero fa elaborare la scelta più razionale tra l’essere fedeli al gruppo o pensare soltanto a se stessi
Anna Meldolesi La Lettura

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