mercoledì 13 novembre 2013

Nella tragedia del PSI la tragedia della sinistra italiana

Ricordati di vivere
Il giudizio sul PSI è negativo non per motivi giudiziari ma per motivi politici ovvero per quella totale subalternità alla versione neoliberista della modernizzazione capitalistica che riguarda tutta la sinistra europea ma che in Italia è stata particolarmente accentuata. Ma questo giudizio va proiettato anche su quella forza politica che del PSI ha cercato di occupare lo spazio, facendo sì che Craxi vincesse anche da morto [SGA].

Claudio Martelli: Ricordati di vivere, Bompiani, 594 pagine, 19, 50 euro

Risvolto
Autobiografia politica e confessione esistenziale, Ricordati di vivere ripercorre trent’anni di storia italiana ed europea intrecciando vita pubblica e vita privata, passioni civili e passioni del cuore, alternando la dialettica e l’oratoria dei grandi drammi con l’ironia disincantata e le durezze del referto clinico. Dallo spaesamento di un giovane che diventa riformista in pieno ’68 all’incontro con Bettino Craxi – un Craxi descritto in azione e nell’istante della decisione, ma anche a tavola e nel tempo libero, mentre fa politica e mentre vive – , dal caso Moro all’epopea laica e socialista degli anni ottanta, dal sodalizio con Giovanni Falcone alle stragi di mafia, a Mani pulite e al crollo della Repubblica. Se il filo rosso della storia è l’amicizia con Craxi e con Falcone, in queste mémoires di fine secolo lampeggiano i ritratti di François Mitterrand e Willy Brandt, di Berlinguer e Andreotti, di De Mita e Forlani, di Marco Pannella, Adriano Sofri e Raul Gardini. Senza astio e senza sconti – tantomeno a se stesso – Claudio Martelli racconta in presa diretta il labirinto delle intenzioni, le responsabilità e le dure corvées della politica per riannodare il filo spezzato di una storia con i suoi bagliori di gloria e i suoi fallimenti, le sue grandezze e le sue miserie, per gettare una luce nuova su quel passato più recente da cui tutti veniamo e sui perché di una crisi politica che non ci ha più lasciato.



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