domenica 17 novembre 2013
Tradotto un libro di Dugin sull'eurasiatismo
Risvolto
Nel 1991, raccogliendo in un volume intitolato Continente Russia alcuni
saggi di Aleksandr Dugin, le Edizioni all’insegna del Veltro
segnalavano al lettore italiano il ruolo eminente che l’Autore era
destinato a svolgere nel mondo culturale postsovietico. Non si trattò di
un abbaglio né di un’esagerazione: nel 2004, quando la neonata rivista
di studi geopolitici “Eurasia”, pubblicata dalla stessa casa editrice,
invitò Dugin a far parte della propria redazione, il giovane
intellettuale era ormai diventato un personaggio di primo piano, tenuto
in considerazione negli ambienti culturali, politici, militari e
religiosi russi e reso oggetto di indagine da parte di studiosi e di
analisti europei ed americani. In poco più di una decina d’anni, Dugin
si era imposto come il principale esponente del neoeurasiatismo ed aveva
rapidamente percorso i primi gradi di una brillante carriera di
geopolitico militante. Nel 1998 Dugin era diventato consigliere di
Gennadij Seleznev, Presidente della Duma di Stato, per le questioni
strategiche e geopolitiche; nel 1999 aveva assunto la direzione del
Centro di Perizie Geopolitiche presso la Duma; nel 2000 aveva tenuto un
corso universitario di Filosofia politica ed aveva potuto esporre le
proprie vedute in uno dei siti informatici del governo; nel 2001 aveva
fondato il Movimento Eurasia, che tra i suoi dirigenti annoverava
autorità religiose come il Muftì Talgat Tadzhuddin e militari come il
generale Klokotov; nel 2002 il Movimento Eurasia era diventato un
partito politico presieduto dallo stesso Dugin e nel 2003 aveva
partecipato alle elezioni per la Duma in seno al blocco Rodina, per
trasformarsi successivamente nel Movimento Internazionale Eurasiatico,
un’organizzazione non governativa rappresentata in ventidue paesi.
Attualmente Dugin insegna all’Università di Stato di Mosca e
all’Università “Lev Gumilëv” di Astana. È autore di una ventina di studi
di filosofia e di geopolitica.
Il libro che viene tradotto in italiano col titolo La missione eurasiatica di Nursultan Nazarbayevè
una raccolta di articoli, interviste interventi di Aleksandr Dugin
risalenti al periodo compreso tra il 2001 ed il 2004 ed aventi come tema
comune e unificante il fondamentale contributo politico dato al
progetto eurasiatista dal Presidente del Kazakhstan Nursultan
Nazarbayev.
La dichiarazione con la quale Nazarbayev lanciò l’idea dell’Unione
Eurasiatica viene rievocata dall’Autore nei termini seguenti: “Nel
momento in cui il sistema strategico eurasiatico postsovietico era
giunto al punto critico più basso (…) il Presidente del
Kazakhstan, a capo di una repubblica gigantesca dell’Asia Centrale,
d’importanza fondamentale e prioritaria per la Russia verso il sud, propone l’iniziativa della reintegrazione. Era una mossa d’avanguardia, una mossa epocale. Si può dire che da quel momento, dal 3 giugno 1994, si deve contare l’inizio di una nuova epoca“.
Il rappresentante del neoeurasiatismo ha dunque trovato il suo Principe: “Per
la prima volta i disegni e le speranze degli eurasiatisti acquisivano
una figura storica di tale levatura. Quindi sarebbe giusto definire il
Presidente Nazarbayev l’eurasiatista numero uno, dal momento
che egli non solo ha fatto fare un balzo in avanti alla teoria, ma ha
anche attuato molte iniziative eurasiatiste nella pratica”.
Come ha scritto un turcologo
italiano, “questo libro di Dugin, per i toni in esso contenuti, ci
sembra particolarmente appropriato come modello ispirativo atto ad
analizzare e parafrasare la figura del Presidente del Kazakhstan”.
Pubblicarlo in un paese come l’Italia – che è un importante
interlocutore strategico del Kazakhstan, il suo primo interlocutore
commerciale europeo e uno dei maggiori investitori nella sua economia –
significa contribuire ad ampliare la comprensione di un’area che
rappresenta, per riprendere una definizione della geopolitica classica,
“la regione perno della politica mondiale”.
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