sabato 31 maggio 2014
Il manifesto politico e il rinnovamento dei codici estetici alle soglie del postmodernismo
William Gambetta: I muri del lungo '68. Manifesti e comunicazione politica in Italia, prefazione di Edoardo Novelli, DeriveApprodi
Risvolto
A partire dalla fine degli anni Sessanta, con l’onda lunga del ’68
italiano, il manifesto è stato uno dei principali strumenti della
comunicazione politica. Nel vivo di quelle mobilitazioni conobbe una
vera e propria rinascita, sia nel linguaggio grafico che nei metodi
d’informazione e agitazione. Questo libro svolge un’analisi dei codici
comunicativi che i diversi partiti e movimenti italiani utilizzarono nei
loro manifesti.
La grafica politica si rinnovò anche sulla base
degli stimoli e degli impulsi che provenivano da altri paesi, dai
manifesti del Maggio parigino a quelli latinoamericani, dai disegni
underground statunitensi ai grandi cartelloni della Cina maoista.
Sperimentazioni grafiche che si intrecciarono a cliché più consueti,
recuperati dall’iconografia del movimento operaio. Il confronto tra i
manifesti italiani e quelli esteri e tra manifesti di differenti
organizzazioni, più o meno distanti dai movimenti, mostra come il
linguaggio della rivolta abbia influenzato l’immaginario politico nel
suo complesso e le sue rappresentazioni iconiche, sconvolgendo anche la
grafica dei partiti istituzionali.
Il libro affronta, grazie anche al
ricco apparato iconografico a colori, alcuni di questi temi
dell’immaginario politico e si conclude con un’analisi della crisi del
manifesto politico, nei primissimi anni Ottanta. Con il declinare dei
movimenti e il ritorno della politica nei luoghi istituzionali, infatti,
il ruolo di questo medium declinò e la pervasività della televisione lo
rese progressivamente marginale o, per lo meno, ne cambiò profondamente
la funzione.
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