martedì 25 novembre 2014

Non è certo che Arrigo Petacco sia uno storico. Di sicuro però chi ne ospita certe tesi è un buffone


Pensavo che Grillo fosse più intelligente e invece se ha consentito una cosa simile vuol dire che è stupido. Del resto, il comportamento autolesionistico del suo partito sta a confermarlo [SGA].

Passaparola: Mussolini non ha ucciso Matteotti, Arrigo Petacco


I revisionismi su Matteotti, un diversivo senza fortuna
di Antonio Carioti Corriere 25.11.14

La questione della responsabilità personale di Benito Mussolini nel delitto Matteotti è sempre stata discussa. Di certo i sicari che rapirono e uccisero il leader socialista, nel giugno 1924, erano squadristi legati a Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del partito fascista, e a Cesare Rossi, capo dell’ufficio stampa del presidente del Consiglio, cioè di Mussolini. Vi sono storici, come Mauro Canali, secondo i quali il Duce fu certamente il mandante dell’azione criminosa, mentre altri esprimono dei dubbi. Non è del tutto chiaro neppure se l’intenzione degli aggressori fosse fin dall’inizio quella di uccidere Matteotti, o se volessero soltanto «dargli una lezione». 
Tuttavia, come lo stesso Mussolini in sostanza ammise nel discorso del 3 gennaio 1925 che segnò di fatto l’avvio della dittatura, è evidente che il delitto maturò in un clima di violenza che il fascismo aveva sistematicamente fomentato e che non prevedeva alcuna tolleranza per un’opposizione intransigente come quella rappresentata da Matteotti. 
In tutto questo le dichiarazioni rilasciate da Arrigo Petacco al blog di Beppe Grillo non aggiungono nulla agli argomenti usati a più riprese da coloro che hanno inteso assolvere Mussolini da qualsiasi colpa. Torna l’immagine edulcorata di un Duce bonario, propenso al compromesso con l’opposizione socialista, trascinato suo malgrado sulla via della tirannide. Un copione logoro, già udito un’infinità di volte. 
È comprensibile che Petacco abbia approfittato di questo spazio per fare pubblicità al suo ultimo libro. Ma le ragioni che hanno indotto Grillo a presentarne le tesi in termini sensazionalistici non paiono aver molto a che fare con la volontà di illuminare una pagina tragica della nostra storia. Vanno ricondotte piuttosto ai risultati elettorali non proprio lusinghieri ottenuti dal M5S in questa ultima tornata e alla irrilevanza politica cui il partito di Grillo potrebbe ridursi. 

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