sabato 24 gennaio 2015

Günter Figal lascia la presidenza della Heidegger Gesellschaft

Come più volte ho detto - anche in un testo già pubblicato in Germania e in corso di pubblicazione in Italia su MicroMega -, i Quaderni Neri non aggiungono niente di particolarmente nuovo rispetto a quanto già era possibile sapere sulla posizione politica di Heidegger. Se l'indifferenza sostanziale di Di Cesare - che ha ragioni precise per le quali è utile leggere Pierre Bourdieu - è discutibile, altrettanto lo è l'ipocrisia di Figal. Il quale non scopre certo ieri il nazismo del maestro [SGA].
Crisi al vertice della «Società Heidegger»di A. Car. Corriere 23.1.15
Giunge a una svolta il caso Heidegger, esploso dopo la pubblicazione della prima parte dei Quaderni neri, i taccuini filosofici del pensatore tedesco, rimasti a lungo inediti, dai quali emerge in modo evidente il suo antisemitismo. Il presidente della «Società Martin Heidegger» tedesca, Günter Figal, si è infatti dimesso dall’incarico, dicendo di non voler più in alcun modo rappresentare una figura capace di affermazioni che ritiene di natura patologica. Dissente però da Figal la vicepresidente della Società Heidegger, Donatella Di Cesare: «Il nostro compito è promuovere una discussione critica, come quella adesso in corso a Parigi nel convegno “Heidegger e gli ebrei”. Avevo chiesto di prendere iniziative simili in Germania, ma Figal è rimasto inerte. Mi pare incomprensibile che adesso si dimetta». Di Cesare e Figal sono invece d’accordo nel chiedere che gli eredi di Heidegger mettano tutte le carte del filosofo a disposizione degli studios.

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