mercoledì 11 marzo 2015
Il condizionamento industriale del gusto nel capitalismo avanzato
Risvolto
Il gusto è uno di quei fondamentali
strumenti attraverso cui le persone sono in grado di interagire con il
loro ambiente. Tra i cinque sensi del corpo umano, è quello che consente
di percepire e distinguere i differenti sapori di cibi e bevande. Ma è
anche molto altro. In un senso più ampio, il gusto corrisponde
al complesso delle preferenze manifestate da ciascun individuo,
soprattutto in materia di consumo, che esprimono la sua identità e la
sua personalità all’interno del sistema sociale. Proprio sotto
questo aspetto di indicatore di tendenze e orientamenti, il gusto viene
qui indagato dal sociologo Vanni Codeluppi, esperto analizzatore di
consumi e processi comunicativi.
Con un linguaggio semplice,
basandosi sia sulle più importanti teorie del gusto sia sull’analisi dei
comportamenti di marche e consumatori, Codeluppi ci mostra come il
gusto sia un fenomeno poliedrico. Spazia dal cibo all’arte e
alla cultura; può raccontare la vita e le scelte di intere comunità
sociali nel tempo; riesce a trasformarsi nel suo contrario, cioè il
disgusto o il kitsch, ed essere ugualmente accettato e perfino osannato;
ma è anche soggetto all’influenza di potenti processi, come la
globalizzazione o le regole del mercato, in grado di modificare la sua
natura, sottraendo all’individuo il controllo delle proprie scelte.
C’è più gusto senza farsi omologareRoberto I. Zanini Avvenire 11 marzo 2015
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