Esame critico del liberalismo come concezione del mondo è il frutto delle riflessioni che lo storico della filosofia Alberto Caturelli ha svolto sul fenomeno del liberalismo moderno. Caturelli svela il vero problema che la dottrina liberale "fa" per il cattolico e per chi intende rimanere fedele al pensiero classico-metafisico. Rifacendosi abbondantemente proprio agl'insegnamenti pontifici, svolge una serrata critica al liberalismo radicale, al liberalismo moderato e al "clerico-liberalismo" o liberalismo cattolico, i quali proclamano l'autosufficienza dell'ordine umano, contrapponendosi in questo a gran parte dell'insegnamento sociale della Chiesa. Al saggio segue il testo di un documento dei vescovi dell'Ecuador della fine del secolo XIX che, per molti aspetti, è un valido esempio dell'atteggiamento delle gerarchie ecclesiali dell'epoca nei confronti dell'ideologia dei liberali.
sabato 17 ottobre 2015
Una parte del tradizionalismo cattolico combatte ancora una battaglia già perduta nel XIX secolo
Risvolto
Esame critico del liberalismo come concezione del mondo è il frutto delle riflessioni che lo storico della filosofia Alberto Caturelli ha svolto sul fenomeno del liberalismo moderno. Caturelli svela il vero problema che la dottrina liberale "fa" per il cattolico e per chi intende rimanere fedele al pensiero classico-metafisico. Rifacendosi abbondantemente proprio agl'insegnamenti pontifici, svolge una serrata critica al liberalismo radicale, al liberalismo moderato e al "clerico-liberalismo" o liberalismo cattolico, i quali proclamano l'autosufficienza dell'ordine umano, contrapponendosi in questo a gran parte dell'insegnamento sociale della Chiesa. Al saggio segue il testo di un documento dei vescovi dell'Ecuador della fine del secolo XIX che, per molti aspetti, è un valido esempio dell'atteggiamento delle gerarchie ecclesiali dell'epoca nei confronti dell'ideologia dei liberali.
Esame critico del liberalismo come concezione del mondo è il frutto delle riflessioni che lo storico della filosofia Alberto Caturelli ha svolto sul fenomeno del liberalismo moderno. Caturelli svela il vero problema che la dottrina liberale "fa" per il cattolico e per chi intende rimanere fedele al pensiero classico-metafisico. Rifacendosi abbondantemente proprio agl'insegnamenti pontifici, svolge una serrata critica al liberalismo radicale, al liberalismo moderato e al "clerico-liberalismo" o liberalismo cattolico, i quali proclamano l'autosufficienza dell'ordine umano, contrapponendosi in questo a gran parte dell'insegnamento sociale della Chiesa. Al saggio segue il testo di un documento dei vescovi dell'Ecuador della fine del secolo XIX che, per molti aspetti, è un valido esempio dell'atteggiamento delle gerarchie ecclesiali dell'epoca nei confronti dell'ideologia dei liberali.
Anti-liberalismo cattolico Vizi, dottrina e virtù
17 ott 2015 Libero ANDREA MORIGI
Nel corto circuito mediatico si è sovrapposto alla figura di Papa Francesco un grottesco simulacro comunista. Questo Pontefice, notoriamente piuttosto critico nei confronti del turbocapitalismo, non avversa il libero mercato, semmai la sua pretesa di fare a meno di Dio. In questo senso, è anti-liberale così come lo sono stati prima di lui i cattolici contro-rivoluzionari e conseguentemente anti-socialisti alla Donoso Cortés o Papi come il beato Pio IX o Leone XIII.
In quella scia si ritrova anche il filosofo contemporaneo Alberto Caturelli, argentino nato a Cordoba nel 1927 e ivi vivente, autore di un Esame critico del liberalismo come concezione del mondo (trad. it, a cura di Oscar Sanguinetti, D’Ettoris, 2015, pp. 192, euro 18,90). Non se ne può sbrigativamente dedurre una fonte di ispirazione dottrinale per Jorge Mario Bergoglio, che pure a Cordoba trascorse due anni di «castigo» fra il 1990 e il 1992, relegato nel confessionale di un santuario per essersi opposto alla teologia marxista della liberazione. Il legame fra i due, pur di provenienze culturali diversissime, va ricercato forse in un’altra opera di Caturelli, Il nuovo mondo riscoperto, significativamente proprio del 1992, nella quale s’ipotizza - anzi si auspica - che l’opera di evangelizzazione iniziata dagli europei nel XV secolo in America, abbia compimento in uno slancio missionario di ritorno verso l’Europa. Quel Papa che viene «dalla fine del mondo» sembra incarnare profeticamente quella prospettiva teologica e filosofica, oltre che storica. Nel 1992, a 500 anni esatti dallo sbarco di Cristoforo Colombo sulla costa occidentale dell’Atlantico, in effetti, san Giovanni Paolo II riabilitava padre Bergoglio, fino ad allora emarginato e punito dalla Compagnia di Gesù, indicandolo come vescovo ausiliare di Buenos Aires. Si apriva così la strada al 266˚ successore di Pietro.
Attraverso un’analisi profonda del pensiero politico attuale, a partire dalle sue radici nell’antichità, che l’autore ritrova nell’eresia pelagiana, il volume di Caturelli sul liberalismo testimonia comunque l’esistenza, nel patrimonio culturale del cattolicesimo, di un arsenale polemico contro la chiusura della modernità nei confronti del soprannaturale. Nel percorso messo in luce da Caturelli, avviene che «la presenza di uno spazio autosufficiente implica, da un lato, l’autonomia della coscienza morale e, dall’altro, la rivalutazione dei beni di questo mondo». Di conseguenza, «mentre nel cristianesimo dell’” età oscura” i valori economici non tralignano, non vanno cioè al di là del criterio dell’utile in relazione al bene comune, ora salgono al primo posto, mentre i beni di questo mondo devono essere soggetti ad accumulazione in quanto fonte di potere intramondano: e si arriva così al capitalismo», come «correlato economico del liberalismo autosufficiente». Anche Marx insomma era un autentico liberale, sotto questo aspetto, poiché il suo materialismo consisteva nel privilegiare la struttura economica rispetto a quelle che chiamava sovrastrutture. Ma lo sono anche i libertari dei giorni nostri, secondo i quali la libertà è un assoluto, tanto da fondare i diritti sui desideri. Eppure, non mancano i cattolici liberali che, in un tentativo di conciliazione il cui esito è una separazione, postulano che Dio non s’intrometta negli affari dell’uomo e di mammona. Il passaggio logico successivo, per costoro, è un’utopia cristiana, il tentativo di realizzare in proprio il regno di Dio sulla terra, che di solito provoca invece sterminio e distruzione. Assoggettare il mondo all’unica legge della domanda e dell’offerta, in definitiva, è la premessa al totalitarismo.
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