

La società borghese non è mai stata forte come oggi e la sua egemonia - che copre tutto lo spettro ideologico dall'estrema destra all'estrema sinistra - non è mai stata tanto incontrastata, al punto che è in grando di assorbire ogni esigenza: quelle sistemiche e quelle soggettivamente antagoniste.
L'unico scompenso è dovuto alle migrazioni, percepite come minacciosa diminuzione della ricchezza a disposizione dei subalterni: tolta questa faccenda, anche i "populismi" evaporerebbero da un giorno all'altro.

Passiamo a Rizzo. Anche un mulo capirebbe che nelle condizioni in cui siamo e con la storia della sinistra italiana degli ultimi 30 anni, la presentazione di una lista autonoma - tra l'altro ottenuta obtorto collo e con Rifondazione che ancora insegue Fratoianni in ginocchio - è già un mezzo miracolo. E che dunque non è il caso di sottilizzare o di fare + 1 ma un'occasione da prendere al volo.
Rizzo - che pure della nostra storia è stato un infausto co-protagonista - non ci arriva. O meglio: sapendo benissimo come stanno le cose e avendo avuto ottime scuole (la scuola dell'Armando), fa finta di non arrivarci.
Al limite facciamo a cambio: i trotzkisti escono, lui entra. Sarebbe un bene per tutti.
[SGA].
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