domenica 25 novembre 2018

Gilet Gialli & confusione

La sinistra italiana ha oggi le idee così chiare che saluterebbe come un genuino movimento di popolo patriottico, comunitario e anti-sistema anche lo sciopero dei camionisti in Cile del 1972.

Ciò che disturba non è la natura ambigua e composita di questi movimenti, che è una cosa del tutto ovvia nei fenomeni sociali, i quali non sono mai puri ma sempre un intreccio di conflitti e interessi diversi. E' l'idea che basti mettersene alla coda per portarla magicamente a sinistra. Oltretutto, una sinistra che individua nel conflitto tra i popoli bianchi colonizzati e la UE nazista la contraddizione principale, ovvero un'altra destra. Una sinistra che pensa di avere una affinità elettiva con il popolo anche se - piccolissimo particolare - non esiste come organizzazione e come programma. Chi dovrebbe egemonizzare chi? E' più facile che i Gilet Gialli vadano a sinistra o che la sinistra li segua a destra?

Cosa c'entra poi, pensando più in generale, l'approccio che i comunisti hanno sempre e giustamente avuto alla questione nazionale nel Novecento, un approccio universalistico che guardava al processo di decolonizzazione e voleva unire i lavoratori bianchi ai popoli sottomessi, con quello che oggi viene chiamato sovranismo e che è invece un atteggiamento socialsciovinistico?

Che nella storia dei comunisti la questione nazionale sia centrale - e decisiva perché tragica - è ovvio. Domenico Losurdo, ad esempio, ha speso una vita per ribadire la centralità della questione nazionale nei processi di emancipazione, inascoltato dalle stesse persone che oggi riscoprono la patria per portarla a destra. Quanto accade oggi però è la stessa cosa che accadeva nei paesi colonizzati, dove la sinistra si poneva giustamente alla testa delle lotte di liberazione nazionale, oppure è esattamente una degradazione della questione nazionale che intende in realtà ridefinire i confini della comunità dei liberi tramite procedure di esclusione e inclusione e tramite cooptazione?

L'argomentazione che molti a sinistra anche ingenuamente utilizzano è la stessa diffusa a man bassa dai meme dei Comunisti per Salvini consapevoli, i quali invece contrappongono programmaticamente il proletariato bianco a quelle che - sempre come Salvini - chiamano "risorse boldriniane", introdotte in Italia dalla sinistra e da Soros per abbassare il costo del lavoro tramite la costruzione di un esercito industriale di riserva.

Non è la stessa cosa. A meno che non si creda che l'Italia sia oggetto di un processo di colonizzazione da parte della Germania tramite l'UE e che allora bisogna fare un fronte di liberazione nazionale assieme, appunto, al governo in carica 
 [SGA].






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