Coronavirus, la Cina in soccorso dell'Africa
Virus. Usa, «niente respiratori per i disabili». Più di 10 Stati scelgono chi salvare
Elena Molinari, Avvenire, New York

Ma
anche frasi contenute nelle linee guida di Washington, come «capacità
cognitiva», o di Maryland e Pennsylvania, come «disturbo neurologico
grave», hanno suscitato l’allarme delle associazioni di difesa dei
disabili.Già tre gruppi (Disability Rights Washington, Self-Advocates
in Leadership, The Arc of the United States) hanno fatto causa allo
Stato di Washington per impedire l’entrata in vigore dei criteri per
l’accesso alle cure salvavita per il Covid-19.
E una mezza
dozzina di altre organizzazioni si sono appellate al governo federale
affinché imponga alle Amministrazioni locali e agli ospedali il
principio che i disabili hanno diritto allo stesso trattamento degli
altri. A far paura è che i criteri di accesso alle cure siano costruiti
sull’idea in base alla quale alcune vite valgono meno di altre. «Le
persone affette da disabilità sono terrorizzate che se le risorse si
fanno scarse, verranno inviati in fondo alla fila – sostiene Ari
Ne’eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy
dell’Università Brandeis –. E hanno ragione, perché molti Stati lo
affermano in modo abbastanza esplicito nei loro criteri».
Nietzsche profeta e artista decadente? Oppure filosofo-guerriero del darwinismo pangermanista? O forse teorico di un socialismo "spirituale" che fonde in un solo fronte destra e sinistra e prepara la rivincita della Germania?
Nella lettura di Arthur Moeller van den Bruck la genesi della Rivoluzione conservatrice e uno sguardo sul destino dell'Europa.
È la stessa cosa leggere Nietzsche quando è ancora vivo il ricordo della Comune di Parigi e i socialisti avanzano dappertutto minacciosi e leggerlo qualche anno dopo, quando la lotta di classe interna cede il passo al conflitto tra la Germania e le grandi potenze continentali? Ed è la stessa cosa leggerlo dopo la Prima guerra mondiale, quando una sconfitta disastrosa e la fine della monarchia hanno mostrato quanto fosse fragile l’unità del popolo tedesco?
Arthur Moeller van den Bruck è il padre della Rivoluzione conservatrice e ha anticipato autori come Spengler, Heidegger e Jünger. Nel suo sguardo, il Nietzsche artista e profeta che tramonta assieme all’Ottocento rinasce alla svolta del secolo nei panni del filosofo-guerriero di una nuova Germania darwinista; per poi, agli esordi della Repubblica di Weimar, diventare l’improbabile teorico di un socialismo spirituale che deve integrare la classe operaia e preparare la rivincita, futuro cavallo di battaglia del nazismo.
Tre diverse letture di Nietzsche emergono da tre diversi momenti della storia europea. E sollecitano un salto evolutivo del liberalismo conservatore: dalla reazione aristocratica tardo-ottocentesca contro la democrazia sino alla Rivoluzione conservatrice, con la sua pretesa di fondere destra e sinistra e di padroneggiare in chiave reazionaria la modernità e le masse, il progresso e la tecnica.
In appendice la prima traduzione italiana dei quattro saggi di Arthur Moeller van den Bruck su Nietzsche.
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