Immagini del golpe Nato in Ucraina del 2014
Tutto è sotto il medesimo cielo. La linea di condotta
27 febbraio 2022
Tanto più in questo momento tragico, avere una visione globale dei problemi e muovere da un approccio cooperativo e non a somma zero - consapevoli del fatto che viviamo tutti sotto il medesimo cielo - ci aiuta a orientarci e a trovare la via corretta, oltre che a sfuggire alla propaganda di guerra di entrambi i fronti.
Vedo che molti si arrovellano e contorcono e azzuffano senza trovare via d'uscita.
Non stupisce che persino in questa circostanza la sinistra italiana ed europea e gli stessi comunisti non siano stati in grado di elaborare una posizione minimamente autonoma e stiano per lo più alla coda delle parole d'ordine altrui, impegnandosi in ciò che ormai è l'unica cosa che riesce loro: la parodia del tifo calcistico trasposta in politica, che porta molti a identificarsi con le jene liberali e liberalesse di La7 e a praticare la reductio ad Hitlerum e porta altrettanti a mescolarsi alla peggiore feccia di destra appena uscita dalle fogne.
Agli innumerevoli nipotini di Biden che infestano l'industria della manipolazione delle coscienze, e cioè all'universalismo immediato e aggressivo della liberaldemocrazia statunitense, che con il consenso spontaneo o estorto delle proprie colonie porta i missili Nato davanti alle porte della Russia, non va contrapposta però la grottesca apologia di Putin, ovvero il particolarismo nostalgico della grande potenza (oltretutto decaduta e miserabile) - che tanto eccita i lumpen e i fanatici delle caserme con bisogni di compensazione - ma la saggezza dialettica di un universalismo concreto che tiene fermo il diritto internazionale.
Questo non è terzaforzismo, come quando c'erano solo USA e URSS. Questo non è vago umanitarismo da anime belle brioscine. Non è purismo trotzkista, né è la spiegazione un po' meccanicistica di chi parla di "imperialismo russo" o di "scontro tra imperialismi" per poi tirarsene fuori.
È invece la forma più efficace di antimperialismo oggi possibile.
Il nuovo mondo cresce. L'auspicio è che il nuovo mondo, nel costruire una nuova modernità, aiuti quello vecchio a passare la mano e a collaborare senza distruggere prima il pianeta.

Immagini del golpe Nato in Ucraina del 2014
La potenza dell'universalismo imperiale delle democrazie liberali come ideologia della guerra
1 3 2022
L'Occidente nella sua configurazione attuale, ossia come alleanza euroatlantica, comincia a prendere forma con la Prima guerra mondiale.
E sempre con la Prima guerra mondiale nasce dalla contrapposizione alla Germania la falsa coscienza necessaria di questa parte del mondo che pretende di risolvere in sé il mondo intero, ossia l'universalismo astratto e immediato di natura imperiale.
In questa sublimazione dell'ideologia coloniale "civilizzatrice", cominciano la Francia e l'Inghilterra a identificare l'occidente come Spazio Sacro della libertà, dei diritti umani, della democrazia, di contro al mondo barbaro del presunto autoritarismo e del bellicismo prussiano di origini asiatiche.
Con l'intervento degli USA questa ideologia viene raffinata nell'idea di una santa crociata delle democrazie e trova il suo assetto stabile nel wilsonismo.
È stupefacente come oltre 100 anni dopo e innumerevoli crimini occidentali dopo, questa piattaforma ideologica wilsoniana che dovrebbe essere ormai logora abbia ancora una potenza persuasiva inscalfibile. Così da mangiarsi in 2 soli giorni l'elaborazione concettuale (effettivamente assai misera) di almeno 10 anni di rivolta populista e sovranista, con tutti i deliri del caso.
Il suo segreto è probabilmente nel fatto che questa falsa coscienza pur essendo in tutto e per tutto un'ideologia della guerra è anche una forma di buona coscienza, ossia contiene in sé e conferisce la certezza di identificarsi con il Bene e con il lato morale del mondo, con la parte giusta. E dunque la certezza di poter non solo stabilire le regole ma già prima di poter imporre i nomi alle cose.
Oltre ovviamente al particolare non irrilevante che l'intero sistema industriale dei media ne è portatore.
Ecco allora che anche il pacifismo, sconfitto da tempo assieme ai subalterni e alla sinistra, può spontaneamente allinearsi invocando l'intervento della Nato e dunque invocando in nome della pace la terza guerra mondiale come quella guerra che porrà fine per sempre a tutte le guerre...
Manca come il pane una centrale informativa e culturale autonoma, che sappia disertare l'arruolamento atlantico senza al contempo arruolarsi nel fronte dei difensori dell'improbabile e anche un po' ridicola missione eurasiatica della Santa Madre Russia. Tenendo fermi - in questa circostanza come nelle innumerevoli aggressioni degli Stati Uniti verso il genere umano - il diritto internazionale e la ragione.
La guerra mette a nudo la compiuta estinzione della sinistra
2 3 2022
Il sistema industriale dei media, impegnato h24 a presentare la Russia come l'epicentro della barbarie asiatica e del dispotismo, spinge esplicitamente verso la guerra - e persino la guerra nucleare - aizzando l'opinione pubblica.
A rappresentare le posizioni critiche verso la Nato vengono selezionati scientificamente i personaggi più impresentabili e cioè No VAX, eurasiatisti, sovranisti e populisti che più a destra non si può, da Zhok a Foa a Di Battista, così da confondere questioni completamente diverse in una notte nera e rinsaldare l'autocoscienza liberaldemocratica, sempre facilmente trionfante, nel suo umanitarismo, nei confronti di questa Vandea.
Proprio in una circostanza nella quale è in gioco una sua storica rivendicazione, la sinistra è completamente estromessa dal dibattito pubblico.
Divisa e alla coda delle fazioni in lotta, essa è incapace di analisi e ancor più di azione politica.
Nata per difendere la causa della pace nel mondo, quando più la pace è in pericolo un'intera tradizione si rivela completamente esaurita.
I liberaldemocratici arruolano i liberalconservatori sorvanpopulisti come facili punching ball del dirittumanismo
3 3 2022
Con estrema facilità, i media stanno costruendo una narrazione pubblica nella quale le ragioni di chi contesta da sinistra il consensus liberaldemocratico-dirittumanista - e chiede dunque certamente la fine della guerra contro l'Ucraina ma anche la fine dell'aggressione Nato alla Russia - vengono immediatamente assimilate alle posizioni della destra eurasiatista o rozzobruna, dei fanatici di Putin e dei No Vax.
Barbara Spinelli vale perciò come Marcello Foa. Luciano Canfora diventa lo stesso che Diego Fusaro. Ancora poco e Bergoglio sarà fatto passare per una sorta di Dugin argentino.
Qualunque forma di dissenso, indipendentemente dal merito, è identificato così a priori come fiancheggiamento della dittatura, apologia dell'orrore, attentato contro la democrazia occidentale, tradimento.
Dobbiamo evitare di cadere in questa trappola, che liberali e sovranisti-populisti - fratelli gemelli che condividono la stessa visione manichea che inquadra il mondo in democrazie liberali e dittature, invertendo solo il giudizio di valore - ci hanno preparato insieme.
P.S.
Il primo scaltro idiota che dice che l'introduzione del Green Pass è stata la prova generale di quanto accade adesso - cosa che è falsa sul piano logico come su quello politico e confonde le mele con le pere - viene bloccato in automatico.
5 commenti:
Ma che sta'a dì? Scriva piuttosto che il nazionalcomunismo putiniano ha dato prova di quanto sia miserevole e criminale, per altro in buona compagnia dell'altro fenomeno da baraccone bielorusso. All'appello manca solo Ciccio Kim, e poi la fotografia del rozzobrunismo sarebbe quasi al completo. Questi, assieme all'autocrazia cinese, sarebbero i modelli democratici alternativi alle liberaldemocrazie e alle socialdemocrazie?
Secondo me hai gravi problemi di comprensione del testo, per quanto sia breve. In ogni caso, prima ti presenti con nome e cognome, poi cresci un poco (così eviti di scrivere queste sciocchezze), infine forse a quel punto potrò interloquire.
Ma chi sei?
Primo: visto che non ci conosciamo, il tu lo riservi a sua sorella, sempre che ce l'abbia (ma la madre dei puttiniani, si sa, è sempre in cinta); secondo: i gravi problemi di lettura e, soprattutto, di scrittura elementare li ha lei (non sarà mica un'analisi quella da lei pubblicata, fatta di frasi fatte e sciocchezze sesquipedali del tipo "Il sistema industriale dei media, impegnato h24 a presentare la Russia come l'epicentro della barbarie asiatica e del dispotismo, spinge esplicitamente verso la guerra - e persino la guerra nucleare - aizzando l'opinione pubblica", come se i bombardamenti e la guerra fosse opera dei 'brioscini bideniani' (ma come parla,poi!).
Che dire poi degli insulti gratuiti a vari dissidenti e ai giornalisti italiani che si sarebbero 'fatti rapire da soli'.
Credo lei possa rivolgersi solo ai rozzobruni nostrani alla diego fuffaro e suoi simili e sodali (quelli che hanno sostituito la classe operaia con il popolo sovrano: per intenderci, i rimasticatori di Preve, La Grassa, I Losurdi e la Nuova Destra unita dei Tarchi, Veneziani e primati nazionali vari, i quali non si sono arresi al fatto che il fascismo italiano era alleato con l'Asse, giustamente annientato per il bene dell'umanità) Altro che sinistra! Dietro ai vostri tentativi di analisi, ci leggo solo l'eterno, vetusto e stucchevole antiamericanismo, l'antisemitismo mascherato da antisionismo e, buon ultimo, il solito revisionismo marxista a caccia di modelli sociali squallidi o inesistenti. La sinistra è altrove.
Fatevene una ragione: quelli per cui facevate e continuate a fare il tifo hanno perso la guerra fredda, lasciando alle spalle solamente macerie, altro che modelli. Certo, i fatti avvenivano allora sotto l’ombrello della protezione nucleare, di quella relativa pace che l’equilibrio del terrore garantiva. Oggi, molti è come se si fossero dimenticati di quell’ombrello – amnesia interessata, sebbene di piccoli e meschini interessi, soprattutto psicologici. E hanno così iniziato a marciare, di nuovo uniti. La cosa disgustosa è che nel grande trapasso o crollo della Rivoluzione proletaria russa, oltre ai tanti conniventi e furbi, molti furono i silenziosi i quali la vissero come una sconfitta dei loro ideali, come una smentita intollerabile alle loro speranze e certezze di un tempo, mai come un loro errore di valutazione (mai ammettere gli orrori del comunismo realizzato).
Con il silenzio di allora, e le analisi carenti o strabiche, vi siete ora guadagnati la possibilità di avere il sempiterno nemico da combattere.
Non credo pubblicherà mai queste righe. Io, da parte mia, mi auguro che gli idots alla Putin siano tolti al più presto di mezzo. Può bastare. Mi stia bene. Continuerò a leggere la sua rassegna stampa. Per quanto concerne le sue tirate, beh, queste sono per me davvero troppo prevedibili: ne faccio volentieri a meno.
Pubblico questo commento idiota per attestare il preoccupante grado di diffusione dell'analfabetismo funzionale nel nostro paese.
Questo cafone qua sopra prima era "Yuri", ora è "Massimo Z.", domani chissà, rimanendo però sempre e comunque un coniglio nascosto dietro uno pseudonimo.
Un coniglio così ottuso - questa è la cosa essenziale - che non capisce quello che legge. E in tal modo confonde come filo-putiniana una posizione che è semmai quella della Cina. Assimila poi me e Losurdo a Preve, La Grassa e alla Nuova Destra, dimostrando di essere incapace di intendere e di volere.
Per l'uso inconsapevole del termine "rozzobruni", per il quale ho il copyright, dovrei chiedergli la percentuale.
Dimenticavo. A parte la pessima figura di chiedermi "chi sei" quando vieni a rompermi le scatole in casa mia, ti comunico che incinta si scrive incinta, non in cinta.
Anche il ripasso delle scuole medie, devi fare.
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