lunedì 18 gennaio 2010

Da un poeta in volgare del Dugento:

Ricevo e volentieri pubblico [SGA].

Poesia del vaccaro alla Federazione


Fummo sinistri stancati quasi arresi.
E ci voltammo e rivoltammo come invasati,
ma da niuna parte ci aiutò alcuno.
Pietosenti alquanto, bussammo.
Non ci aperse alcuno si non il vaccaro,
e a desinar zucche da porci ebbimo.
Esso ci salutò e strambotto ci disse:
"Oh comunisti della malora,
cosa chiedete ora che siete stracci sporchi lerci,
quanno infino ai bei tempi non vi fu dato
e stracciòn di coorte eravate?".

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