giovedì 22 ottobre 2009

Un commento su Tremonti

Arrivo qui dal blog del prof. Losurdo. Sappiamo bene che razza di… pittoreschi personaggi siano costoro. Tuttavia, secondo me qui urgono atti e proposte politiche. Lorsignori difendono quel che hanno sempre ricoperto di fango? Benissimo, allora corriamo pure il rischio di passare per naif (il popolo usa un termine più sanguigno…) e diciamo per es.: assumete a tempo indeterminato almeno 3oomila persone nell’arco di un semestre o poco meno. Dato che si guarderanno bene dall’accogliere tale proposta, ciò permetterà di smascherarli agli occhi dei loro stessi elettori, composto da tanti che (magari in buonafede) li ha votati. E’ possibile ritrovare il consenso anche con iniziative di questo tipo, apparentemente ingenue. Perché non tentare? L’alternativa, secondo me davvero poco allettante, consisterebbe solo nella denuncia, del tutto sterile, del loro pinocchismo. Pinocchismo invece che si deve dimostrare a chi li ha votati, che magari aprirà gli occhi… Sarò ingenuo, però Gramsci diceva : “Ma intanto se molti fossero ingenui a questo modo, cioè chiedessero che la giustizia sia e debba essere sempre una cosa seria, ci sarebbero meno De A gostini a questo mondo(….).” (A. Gramsci, “I diritti della toga”, in Id. Piove, governo ladro!, a c. di A. Santucci, Editori Riuniti, Roma, 1996, p.51). De Agostini era un avv. che per difendere un cliente, aveva asserito che tutti i ferrovieri erano dei ladri; il ferroviere Lorenzo Donato aveva così scritto una lettera all’”Avanti!” vibrante di indignazione. Rapportando il tutto ai nostri giorni, si potrebbe dimostrare anche a chi non lo sa, che questo governo non ha… particolarmente a cuore il mondo del lavoro ma che in tal caso, deve farsi da parte. Così come Donato chiedeva all’avv. di ripetere le sue diffamazioni in tribunale ma “non protetto dalla toga”, affinché potesse “querelarlo con ampia facoltà di prova” (A. Gramsci, op. cit., p50). La saluto.
Riccardo Uccheddu

Sono d'accordo con lei. Purtroppo mi sembra che non ci sia più oggi, nel nostro paese, né una forza politica capace di difendere le ragioni dei lavoratori e delle classi subalterne, né un progetto politico di sinistra degno di questo nome [SGA].

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