Il ministro dell'Economia 'abbandona' il modello americano: "La mobilità fu imposta dalla globalizzazione, ma da noi non va bene"Lavoro, la svolta di Tremonti "Il posto fisso base della società"
Milano - I tempi dell'elogio della mobilità e dell'esempio americano sono passati. Anche il ministro Tremonti torna a elogiare il posto fisso, al punto da individuarlo come "la base della stabilità sociale"... Leggi su Repubblica
Poter dire oggi l'esatto contrario di quel che si diceva ieri, senza pagarne dazio e senza che nessuno verifichi e si indigni. Non è anche questo un esempio di postmodernismo?
Altrettanto interessante è questo fenomeno di autolesionismo: gli esponenti del PD protestano indignati contro Tremonti e... in favore della precarietà! Facendosi scavalcare a sinistra anche questa volta e anche dai personaggi più improbabili.
1 commento:
Arrivo qui dal blog del prof. Losurdo.
Sappiamo bene che razza di… pittoreschi personaggi siano costoro.
Tuttavia, secondo me qui urgono atti e proposte politiche.
Lorsignori difendono quel che hanno sempre ricoperto di fango?
Benissimo, allora corriamo pure il rischio di passare per naif (il popolo usa un termine più sanguigno…) e diciamo per es.: assumete a tempo indeterminato almeno 3oomila persone nell’arco di un semestre o poco meno.
Dato che si guarderanno bene dall’accogliere tale proposta, ciò permetterà di smascherarli agli occhi dei loro stessi elettori, composto da tanti che (magari in buonafede) li ha votati.
E’ possibile ritrovare il consenso anche con iniziative di questo tipo, apparentemente ingenue.
Perché non tentare?
L’alternativa, secondo me davvero poco allettante, consisterebbe solo nella denuncia, del tutto sterile, del loro pinocchismo.
Pinocchismo invece che si deve dimostrare a chi li ha votati, che magari aprirà gli occhi…
Sarò ingenuo, però Gramsci diceva : “Ma intanto se molti fossero ingenui a questo modo, cioè chiedessero che la giustizia sia e debba essere sempre una cosa seria, ci sarebbero meno De A gostini a questo mondo(….).” (A. Gramsci, “I diritti della toga”, in Id. “Piove, governo ladro!” a c. di A. Santucci, Editori Riuniti, Roma, 1996, p.51).
De Agostini era un avv. che per difendere un cliente, aveva asserito che tutti i ferrovieri erano dei ladri; il ferroviere Lorenzo Donato aveva così scritto una lettera all’”Avanti!” vibrante di indignazione.
Rapportando il tutto ai nostri giorni, si potrebbe dimostrare anche a chi non lo sa, che questo governo non ha… particolarmente a cuore il mondo del lavoro ma che in tal caso, deve farsi da parte.
Così come Donato chiedeva all’avv. di ripetere le sue diffamazioni in tribunale ma “non protetto dalla toga”, affinché potesse “querelarlo con ampia facoltà di prova” (A. Gramsci, op. cit., p50).
La saluto
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