Bonito Oliva denuncia la miseria culturale della destra, il Giornale ovviamente la rivendica con orgoglio. Mellone riporta tutti con i piedi per terra: un consiglio anche per il manifesto, che insiste su caso Nori-Libero. Con un'opportuna precisazione di Marco Tarchi [SGA].
Dibattito - La coalizione di governo in cerca di una dimensione progettuale. Parlano Bonito Oliva, Battista, Giuli, Lanna, Massimo Fini
La strana eclissi della destra Vince ma non ha più identità
Maggioritaria in politica, debole in campo culturale
«Voglio esprimere un elogio alla moderazione del ministro Bondi che ha dato a Vittorio Sgarbi solo il Padiglione Italia e non la direzione dell' intera Biennale». Parte con ironia Achille Bonito Oliva, che pure ha plaudito alla decisione di Bondi, «sintomo - dice - di una volontà della destra di occuparsi di cultura, e in particolare di arti visive». Però, aggiunge, visto il menu iconografico proposto da Sgarbi, l' impresa si annuncia «assolutamente fallimentare». Perché, spiega, l' idea di bellezza statica, passatista di Sgarbi contraddice totalmente lo statuto della Biennale, che invece impone di occuparsi della sperimentazione dei nuovi linguaggi. Liquidato Sgarbi (sul cui nome non sono in molti a puntare: per esempio Pierluigi Battista dice che «tempo tre mesi Vittorio litiga e rompe tutto»), resta però il tema della destra che «si emancipa», che prova a fare una politica culturale...
"Pensare" è una parola forse un po' grossa... [SGA].
di ALESSANDRO GNOCCHI, GIORNALE del 3/2/2010 a pag. 29
di ANGELO MELLONE, FOGLIO del 3/2/2010 a pag. 2
Int. a ANDREA CORTELLESSA di GILDA POLICASTRO, LIBERAZIONE del 4/2/2010 a pag. 8
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