venerdì 12 febbraio 2010

Luciano Canfora e Miriam Mafai ricordano Nicola Teti

Nicola con gli anni si era fatto più piccolo e magro. Lo ricorderemo sempre con affetto. Perfino il manifesto, che si colloca agli antipodi dell'atteggiamento culturale illuministico e popolare che Teti aveva sempre avuto, sente il dovere di parlarne. [SGA].

Scompare l'editore di sinistra che spaziò dall' impero di Tamerlano agli immigrati d' oggi
Nicola Teti, la vocazione d' essere «popolare»
Luciano Canfora, Corriere della Sera, 11 febbraio 2010 Pagina 41

È scomparso ieri a Milano Nicola Teti, esponente di una editoria coraggiosa, il cui obiettivo principale è stato quello di dare un contenuto concreto alla nozione di «cultura popolare». Innanzitutto «Il calendario del popolo». La rivista era nata nel 1945, la più antica di cultura sorta nel dopoguerra. Sta per uscire il numero 750, che Teti aveva già predisposto con la consueta cura. Il «Calendario», sorto su iniziativa di Stefano Canzio e Giulio Trevisani, fu a lungo diretto da Carlo Salinari: coniugava rigore d' informazione con semplicità di scrittura. Divulgare significa infatti fornire risultati scientifici aggiornati, non vecchiumi (per dirla con Ranuccio Bianchi Bandinelli). «Il calendario del popolo» fu anche promotore di un memorabile convegno sulla cultura popolare, aperto da un intervento di Giuseppe Di Vittorio, di cui resta celebre l'incipit...

di MIRIAM MAFAI, REPUBBLICA del 11/2/2010 a pag. 50

UNA GRANDE PERDITA PER NOI DEL POPOLO DEL CALENDARIO
di MASSIMO LOCHE, MANIFESTO del 11/2/2010 a pag. 10

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