venerdì 12 febbraio 2010
Politica e storia: il quasi-nuovo libro di Luciano Canfora. Dalla prefazione
Luciano Canfora: L'uso politico dei paradigmi storici, Laterza, Roma-Bari 2010
(ed. riveduta di: Analogia e storia. Uso politico dei paradigmi storici, Il Saggiatore, Milano 1982)
Perché si capovolgono i giudizi. La prefazione di Luciano Canfora a un testo sulle analogie tra epoche diverse
Parigi 1789 e soviet: chi sono i nemici dei due miti gemelli
Demoliscono le rivoluzioni, rivalutano il fascismo
Quando queste pagine furono scritte il mondo era ancora diviso saldamente in due campi (che la grande diplomazia kissingeriana era però riuscita a rendere tre, creando margini di manovra straordinari per il campo occidentale). E certo allora nessuno pensava che di lì a 7-8 anni uno dei due campi sarebbe scomparso liquefacendosi. Solo qualche oppositore che passava per visionario prevedeva quel crollo (Amalrik scriveva Sopravviverà l' Unione Sovietica fino al 1984? con allusione all' utopia negativa di Orwell). Ma va ricordata anche l' intuizione di una studiosa francese di mentalità aristocratica, Hélène Carrère d' Encausse, la quale nell' Empire éclaté (trad. it. Esplosione di un impero?, Edizioni e/o) additava, con ammirevole lungimiranza, nei conflitti interetnici da un lato e nel ritorno in forza del fattore religioso dall' altro gli elementi di una imminente crisi profondissima dell' Urss. Non so dire se questa illustre studiosa avesse anche previsto la rapida fine del Paese che così bene conosceva, ma certo ci andò molto vicino. Peraltro, in quei medesimi anni, l' autorappresentazione retorica del «mondo libero» convinceva sempre meno...
Dalla quarta di copertina:
La storia - si dice - la scrivono i vincitori, ma il problema è capire chi sono i vincitori. Anche se questo è un campo che si presta ai paradossi, è ben vero che molto dipende dalla periodizzazione che si adotta: cioè dal senso che si attribuisce a determinati eventi, dalla lettura che se ne da e ancora una volta dalle 'analogie diagnostiche', nonché dalla comparazione e valutazione di differenti, possibili, analogie". Il nostro giudizio sui fatti storici è determinato dalla nostra comprensione di essi: comprensione che avviene appunto attraverso il tipo di analogia in cui caliamo quei fatti. Quell'analogia in cui riteniamo appropriato pensarli (in quanto ci sembra maggiormente comprensiva di elementi che si ritrovano e si rispecchiano a distanza di tempo e reciprocamente si chiariscono) comporta necessariamente il nostro schierarci rispetto a essi. Dunque le analogie utilizzate nella indagine storica sono sempre soggettive e sempre provvisorie, anche perché passibili di essere soppiantate, nello svolgersi stesso degli eventi. Il tema dell'analogia guida l'interpretazione di Luciano Canfora su due grandi svolte della storia: la rivoluzione francese e la rivoluzione d'ottobre.
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