martedì 30 marzo 2010

Continua inesorabile la crisi delle forze comuniste in Italia. Solo 300 voti a Urbino

Ci sarà tempo per una riflessione approfondita sulla situazione nazionale, che è sicuramente difficile e complessa. Va detto subito, tuttavia, che per i comunisti ogni spazio politico in senso tradizionale sembra ormai definitivamente chiuso, e questo anche e soprattutto per gli errori che PRC e PdCI hanno commesso negli ultimi 15 anni.

E' prevedibile che a questo punto sarà molto forte la spinta verso un processo di semplificazione a sinistra, che porterà all'avvicinamento della FdS e di SEL in nome dell'unità; così come fortissima sarà l'investitura plebiscitaria verso Nichi Vendola. In questo quadro, dunque, la questione comunista in Italia verrà per lungo tempo rimossa, a meno che il PdCI non decida di riposizionarsi in maniera più autonoma. Ma tutto questo lo vedremo solo più avanti.

Adesso solo pochi e tristi numeri che riguardano Urbino.
Alle Comunali del 2004 il solo PRC aveva oltre 800 voti. Alle ultime Comunali del 2009, invece, PRC e PdCI insieme - reduci dall'esperienza Corbucci - crollano, arrivando appena a 316. Alle Regionali del 2010 riescono però a fare ancora peggio e prendono appena 300 voti, aumentando di un pelo la loro percentuale (dal 3,4% al 3,78%) solo per il concomitante calo dell'affluenza.

E' il segno inequivocabile di una crisi irreversibile, risultato di una linea politica sbagliata che ha reso socialmente e politicamente inutili queste forze. Gran parte dei vecchi elettori di questi partiti non sono andati a votare, come era facilmente prevedibile. E del resto sia PRC che PdCI sono da lungo tempo spariti dalla scena politica cittadina.

Non  c'è nulla di cui rallegrarsi. Una piccola soddisfazione tuttavia c'è, e consiste nel fatto che il principale responsabile di questo disastro, il segretario regionale del PRC Marco Savelli - quello che aveva distrutto il Circolo PRC di Urbino imponendo un'alleanza con il PD che nessuno voleva -, è stato trombato e dovrà rassegnarsi a lavorare [SGA].

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