lunedì 8 marzo 2010
La questione della decrescita. Un intervento di Marino Badiale e Massimo Bontempelli
Caro Azzarà,
[... Da qualche suo commento ho intuito che lei, come molti marxisti, ha qualche diffidenza nei confronti della tematiche della decrescita. Mi sono allora permesso di inviarle in allegato un articolo nel quale si tenta di argomentare come la decrescita possa ben conciliarsi con la marxiana critica dell'economia politica, e come anzi la prima rappresenti l'unico orizzonte nel quale possa oggi essere pensato l'anticapitalismo di orgine marxiana, se quest'ultimo vuole avere effettualità storica. Sono tesi certamente controverse, ma ho l'illusione che il nostro saggio possa convincerla che si tratta di temi dei quali vale la pena discutere.
con i miei migliori saluti
Marino Badiale
Caro Badiale,
[...] Le ragioni alla base della mia perplessità sul concetto di decrescita sono tutte esposte nell'articolo riervato a Latouche dal Sole 24 Ore, di cui ho dato conto nel mio blog. Lì vengono esposte posizioni che sono a mio avviso reazionarie. In questo senso, se posso anticipare il senso di ciò che tu sostieni - riservandomi di leggere il tuo contributo nei prossimi giorni - si tratterebbe anzitutto di salvare da Latouche il compito rilevantissimo (e da me mai contestato) di ripensare il modo di produzione e la fase di transizione tenendo conto degli oggettivi e innegabili problemi legati alla questione ambientale.
SGA
Caro Stefano,
[...] Per quanto riguarda la decrescita, il problema dei suoi teorici è che manca loro la capacità di capire la dialettica della modernità, il suo essere una promessa di realizzazione dell'umano insidiata al suo interno dal suo stesso carattere formale. E non sto a proseguire perché queste cose le sai molto meglio di me. Il punto decisivo, per me, è quello che ti ho scritto: per me (e per Bontempelli) la decrescita rappresenta davvero l'unica possibilità di dare all'anticapitalismo una efficacia storica che oggi è drammaticamente urgente, mentre non crediamo che la riproposta in qualsiasi modo di una soggettività comunista abbia oggi nessun valore se non identitario e consolatorio. Con questa premessa (sulla quale ovviamente ci sarebbe molto da discutere) l'unica possibilità che vedo di fronte ai limiti dei teorici della decrescita è elaborare una proposta di decrescita che li superi, mantenendo però l'orizzonte della decrescita stessa.
ciao
Marino
di Marino Badiale e Massimo Bontempelli
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento