martedì 11 maggio 2010

Anni di piombo e "cattivi maestri"

Sergio Luzzatto la prende alla lontana e parte da Feltrinelli per sferrare un duro attacco a Massimo Cacciari. A parte il fatto però che la sua requisitoria è un po' troppo ferma al "teorema Calogero", questo attacco sembra piuttosto forzato. Le tesi del Cacciari "operaista" degli anni Settanta erano a mio avviso sbagliate, come lo sono state quelle legate all'"autonomia del politico" negli anni Ottanta e quelle criptoleghiste del periodo successivo. Ma l'idea di una corresponsabilità oggettiva con i disastri del terrorismo è fuori luogo [SGA].

Il terrorismo e quella storia da riscrivere
di Sergio Luzzatto, Domenicale de Il Sole 24 Ore, 09 maggio 2010

Quando entriamo in una libreria Feltrinelli, non ci facciamo nemmeno più caso. Gettiamo uno sguardo distratto a quelle fotografie che pure spuntano dappertutto, più ostentate che discrete, più classiche che impertinenti: l'eroe eponimo, Giangiacomo, ritratto a fianco dell'una o dell'altra icona della rivoluzione mondiale, Fidel Castro in testa. Oggi, il paradosso di quel percorso biografico – il rampollo d'una prestigiosa dinastia industriale, l'imprenditore miliardario, l'editore geniale, divenuto rivoluzionario di professione e caduto da bombarolo – si perde fra gli scaffali delle sue librerie trasformate in sfavillanti ipermercati della cultura, cloni italiani delle maggiori catene straniere, luoghi simbolo del mercato capitalistico globale.
Così, può ben capitarci di dimenticare che cosa le librerie Feltrinelli abbiano rappresentato nell'Italia di quaranta anni fa. E che cosa Giangiacomo Feltrinelli sia stato negli anni immediatamente precedenti la sua fine, la morte presso un traliccio elettrico di Segrate nel marzo del 1972...

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