domenica 22 aprile 2012
Donne e Resistenza
Michela Ponzani: GUERRA ALLE DONNE. PARTIGIANE, VITTIME DI STUPRO, «AMANTI DEL NEMICO». 1940-1945 Einaudi, pp. XVI-320, 25
«Avevo combattuto una guerra senza
bombe e senza panni militari e ciò che
rimaneva di me non si leggeva su uno
stato di servizio [...]. La guerra aveva
risparmiato le nostre vite ma cancellato
l'identità, l'anima; quella di prima era
sepolta per sempre».
Queste le parole che Annamaria L.
ha voluto scrivere in una giornata
di primavera del 1990, ormai rimasta
sola e anziana, nella sua casa romana,
a ricordare i terribili giorni del secondo
conflitto mondiale.
Riannodando i fili della memoria sepolta
per anni nell'oblio delle coscienze,
il libro ricostruisce le molteplici,
eterogenee e compenetranti storie
di guerra di quelle donne anonime,
non colte, lontane dalla partecipazione
attiva nella politica, che subiscono
passivamente le sofferenti ricadute
della guerra totale, fatta
di rastrellamenti, bombardamenti,
stragi e stupri di massa.
Le pagine che seguono raccontano
anche le motivazioni ideali che stanno
dietro alla scelta orgogliosa, per
nulla scontata e mai rinnegata, di chi
volle resistere: è la «guerra privata»
di donne che smettono improvvisamente
di sentirsi soltanto madri o figlie,
che decidono di lottare non solo contro
l'occupante tedesco o i militi fascisti
della Repubblica Sociale; la «loro
guerra» è anzitutto un conflitto per
la liberazione di se stesse, anche
dal pregiudizio morale e dalla
discriminazione sociale imposta
dalla cultura maschile.
Per secoli bottino degli eserciti invasori, tra il 1940 e il 1945 le
donne si ribellano alla cultura di guerra che usa lo stupro per
umiliare il nemico sconfitto. Attraverso le lettere private del fondo
Rai - La mia guerra e dell'Archivio della memoria delle donne
di Bologna, il libro di Michela Ponzani ricostruisce la resistenza
delle donne che vollero combattere la «guerra totale». Dietro la
retorica del martire antifascista, la lotta armata al nazismo e al
fascismo di Salò è per le partigiane un momento attraversato da
tormenti interiori, da incertezze e paure. Ma è anche una guerra
privata per l'emancipazione femminile, una sfida ai pregiudizi
della società italiana e degli stessi compagni di banda. Oltre
questo piccolo esercito che sceglie con coscienza la lotta antifascista,
il libro ricostruisce le tattiche di sopravvivenza delle vittime
della «guerra ai civili»: sole con i mariti inviati al fronte, dispersi
o deportati, le donne rompono il muro del silenzio sugli
stupri di massa, commessi dalle truppe occupanti tedesche e dai
marocchini nel Basso Lazio. Ma la guerra è fatta anche di «contatti
tra nemici»: molte donne s'innamorano del «tedesco invasore
», da cui avranno anche dei figli. Considerate nel dopoguerra
le «amanti del nemico», la loro storia sarà cancellata dalla memoria
nazionale in nome del mito dell'eroina e madre, simbolo
della nuova Italia democratica.
Dal ’40 al ’45 Partigiane, vittime di stupro, «amanti del nemico»: una storia che affiora
Vite straordinarie, le protagoniste di una «resistenza civile» che è tragica emancipazione
di Giovanni De Luna La Stampa TuttoLibri 21.4.12 da micciacorta
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