venerdì 20 aprile 2012
Il libro di Massimo Fini sulla guerra democratica
Massimo Fini: La guerra democratica, Chiarelettere
Dopo il collasso del contraltare sovietico le Democrazie, Stati Uniti in testa,
hanno inanellato, in vent'anni, otto guerre di aggressione. La "guerra
democratica" non si dichiara, ma si fa, con cattiva coscienza, chiamandola con
altri nomi. Col grimaldello dei "diritti umani" si è scardinato il diritto
internazionale sul presupposto che l'Occidente, in quanto cultura superiore
(moderna declinazione del razzismo), portatore di valori universali, i suoi, ha
il dovere morale di intervenire ovunque ritenga siano violati. Il nemico,
allora, non è più, schmittianamente, uno "justus hostis", ma solo e sempre un
criminale. Essenzialmente tecnologica, sistemica, digitale, condotta con
macchine e robot, la "guerra democratica" evita accuratamente il combattimento,
che della guerra è l'essenza, perdendo così, oltre a ogni epica, ogni dignità,
ogni legittimità, ogni etica e persino ogni estetica.
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