venerdì 20 aprile 2012
Una storia della genesi dell'impero britannico
Maya Jasanoff : La compagnia delle Indie. La prima multinazionale, Il Saggiatore
Nel 1750 la Gran Bretagna era una piccola
isola in un mare di colossi imperiali. Spagna, Portogallo, Paesi Bassi
avevano allungato ovunque i loro artigli. E la Francia continuava a
rafforzare il suo vasto dominio. Un secolo dopo l'Impero britannico
avrebbe abbracciato un quarto del globo, da Ottawa a Auckland, da Città
del Capo a Calcutta, da Singapore a Spanish Town. Un abitante su cinque
della popolazione mondiale sarebbe diventato suddito della regina
Vittoria. La Compagnia delle Indie è la storia dell'eterna sfida tra
Inghilterra e Francia, e dell'ascesa britannica in Oriente. Ma è
soprattutto la storia di persone in carne e ossa, luogotenenti,
ufficiali, funzionari e mercanti che insieme a viaggiatori, ladies,
artisti e avventurieri si trovarono in quelle terre d'Oriente. Tanto
ammaliati dai simboli e dai manufatti della nuova cultura da volersene
riempire le tasche. Per motivi di status, per autoaffermazione, per mera
vanità. Tutti divennero collezionisti. Con manoscritti, narghilè,
pettini d'avorio, tappeti, scimitarre e animali esotici, l'orientalismo
entrò nella cultura europea. Maya Jasanoff scava negli archivi, soffia
via dai bauli la polvere della memoria e riporta in vita i personaggi
leggendari di quel secolo. Robert Clive e la brama che lo conduce al
suicidio. Henry Salt, l'uomo che esce dall'anonimato in Egitto, ma in
Egitto perde la famiglia, il senno, la vita. Antoine Polier, ucciso dai
ladri che tra i suoi manoscritti arabi cercano ori e diamanti.
IL FOGLIO del 19/4/2012
LIBRI a pag. 3
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