mercoledì 23 maggio 2012

Le stesse cose ritornano


Se il voto delle eleizoni amministrative ha recitato il de profundis per la destra, lo sconquasso è anche a sinistra. Si riparte da Vasto, ma bisogna allargare. Con Letta o con i listoni civici?Daniela Preziosi il manifesto 23.05.2012

Il comico dà a Bersani dello zombie ma il segretario Pd ha problemi in casa
di Wanda Marra il Fatto 23.5.12

di Ezio Mauro Repubblica 23.5.12

Nel programma del Movimento 5 stelle proposte contro Telecom, Rcs e Mediaset. Il Sole 24 Ore scorge anche “buon senso”                             
© - FOGLIO QUOTIDIANO di Michele Arnese 23 maggio 2012 - ore 06:59

Emiliano, Travaglio, Ginsborg e gli altri
A ciascuno la sua lista civica
Mentre Di Pietro e Vendola chiedono al Pd di stringere i tempi sul programma dell’alternativa proliferano nuove formazioni e movimentidi Maria Zegarelli  l’Unità 23.5.12


Anche da “Repubblica” caldeggiano un’iniziativa da affiancare al Pd. Intanto Enrico Letta si fa fotografare con i leader Sel e Idv: è la «foto vasta»

All’indomani del voto amministrativo Nichi Vendola arriva a Montecitorio, incontra Antonio Di Pietro e insieme annunciano che chiederanno un incontro con Pier Luigi Bersani «si deve dare una mossa»per iniziare a mettere nero su bianco il programma dell’alternativa. Ed ecco che proprio davanti la sala stampa della Camera passa Enrico Letta, abbraccio e click! un cellulare immortala il momento. Dalla foto di Vasto che Di Pietro rilancia oggi più di ieri a quella «vasta», cioè allargata a quel mondo dei moderati a cui Letta non smette di guardare. Ma lo scatto finisce su Facebook e poi su twitter, insomma fa notizia. Letta ha cambiato idea su Di Pietro? No. Vendola, poi, si affretta a segnare il confine che rende così complicato il gioco di incastri. A proposito dell’Udc, a cui Letta guarda, il governatore ragiona: «La geografia del voto dal punto di vista delle alleanze è molto mossa. L'alleanza di centrosinistra classica miete i successi più significativi. Quando confonde invece le acque, si muove con il piombo nella ali e non riesce a volare». E anzi, «puzza di conservatorismo» quando conia alleanze «ibride». Per questo, dice, «ora si tratta di superare le alleanze territoriali con Pd e Idv con una più convinta alleanza a livello nazionale che sia capace di intercettare la questione sociale rappresentata dalle troppe ingiustizie». Incalza di Pietro: «Dove eravamo uniti il centrosinistra ha vinto. Dove il Pd ha voluto fare da solo, come a Palermo e Parma, è stato sconfitto. Per questo rilancio una alleanza riformista sulla prospettiva della giustizia sociale e del lavoro».
LE LISTE CIVICHE NAZIONALI
E mentre i due leader lanciano l’appello a Bersani per dare il via al «cantiere dell’alternativa» in vista del 2013, altrove si lavora per cercare di intercettare quell’enorme fetta di elettori che hanno abbandonato il voto e la fiducia verso i partiti. Variano i soggetti, i promotori, ma la formula è la stessa: il listone. Valutazione elettorale: 20% di consensi. Il sindaco Michele Emiliano che lanciò l’idea lo scorso gennaio aprendo anche al Terzo Polo l’altro ieri è tornato alla carica: «Spero che Bersani e D'Alema ammettano che li avevo avvertiti: la lista civica nazionale composta dall'Italia migliore è indispensabile» ha cinguettato dopo la vittoria del candidato di Grillo a Parma. Idea che è sempre piaciuta al suo collega di Napoli, Luigi De Magistris, convinto, soprattutto dopo le amministrative, che «sia necessario un nuovo soggetto politico di centrosinistra» ma aperto anche ai grillini, perché ormai, dice, «vengono premiate le persone non più i partiti. Straordinario in tal senso il risultato di Leoluca Orlando a Palermo, un’affermazione che fa capire bene il crollo delle primarie così come concepite finora». Ipotesi, quella del listone che viene vista dal Nazareno con una certa preoccupazione, il partito dei sindaci, ma che non dispiace a molti primi cittadini, come Massimo Zedda, il giovane sindaco di Cagliari ma che vede contrario il collega di Firenze Matteo Renzi. E se al Pd hanno lasciato cadere nel vuoto la proposta di Emiliano anche nell’Idv non è che scalpitino: è evidente che una scesa in campo di De Magistris non sarebbe affatto gradita da Di Pietro.
Poi, c’è «Alba» (per un soggetto politico nuovo, alleanza lavoro beni comuni), un manifesto firmato da alcuni professori, tra cui Paul Ginsborg, Ugo Mattei (autore del libro «Beni comuni», pubblicato da Laterza), Paolo Cacciari, Luciano Gallino, Stefano Rodotà, Guido Viale e Alberto Lucarelli, assessore ai Beni comuni del Comune di Napoli. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di presentarsi alle elezioni per rivolgersi ai disamorati dei partiti in cerca di nuova rappresentanza. «Sarebbe ora di riattivare scrivono i profe riapplicare quella rivoluzionaria intuizione del movimento delle donne degli anni ’60 e ’70: il
“personale è politico”».
Il 27 maggio a Roma primo incontro nazionale «Per una lista civica nazionale», promosso da una rete di cittadini, associazioni,, movimenti, liste civiche (tra cui Associazione Articolo 53, Azione Civica per l’Umbria, Cittadini Ecologisti, Cittadini Esasperati, Codifas, Coscienza Comune, Ecoistituto del Veneto, Federazione Civica. Noi Meridionali, Partito Umanista) per un nuovo soggetto elettorale per le prossime elezioni politiche mentre Elio Veltri, Marco Travaglio, Oliviero Beha, Dario Fo, e molti altri intellettuali, hanno lanciato il Manifesto per la Riforma della politica. Scopo: arrivare alle elezioni del 2013, con «una lista nazionale fuori dai partiti», come spiega Veltri. E infine, dalle colonne di Repubblica, Eugenio Scalfari lo scorso 13 maggio ha sponsorizzato l’idea di una «lista civica apparentata con il Pd (fuori tutti gli altri) e rappresentativa del principio di legalità». In molti hanno pensato al coinvolgimento di Roberto Saviano, oltre a diverse firme di largo Fochetti con aspirazioni politiche. I più maligni lo hanno già definito il partito di Repubblica.

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