martedì 22 maggio 2012
Se l'individualismo postmoderno ha favorito la crisi, non è con un'iniezione di valori spirituali che se ne esce
Mauro Magatti: La grande contrazione. I fallimenti della libertà e le vie del suo riscatto, Feltrinelli, pagine 352, euro 25,00
Partendo
dalla ricostruzione critica del modello di sviluppo affermatosi negli
ultimi vent'anni, il libro approfondisce le origini culturali e sociali
della crisi in atto. Il tema viene affrontato a partire da una domanda
di solito rimossa: come mai, dopo un lungo periodo di crescita, i paesi
occidentali si ritrovano indebitati, invecchiati, disuguali e depressi?
Al di là degli aspetti finanziari ed economici, la crisi segna la fine
del tecno-nichilismo. Per quanto faticosa, difficile e rischiosa, la
crisi tuttavia è anche un'opportunità. Il problema non si risolve
semplicemente attraverso interventi tecnici, ma tornando a chiedersi che
cosa sia la crescita. Ciò è possibile a condizione però di mettere in
discussione l'immaginario della libertà che si è affermato nei paesi
occidentali, imprigionato in una concezione radicalmente individualista.
Iniziando da qui si può cominciare a declinare diversamente il rapporto
tra economia e società, superando un'economia basata sul consumo per
entrare in un'economia basata sul valore.
INTERVISTA A MAGATTI
Alessandro Zaccuri Avvenire 22 maggio 2012
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