venerdì 18 maggio 2012
Sospiro di sollievo per il libro di Luciano Canfora su Gramsci
La recensione di Paolo Mieli uscita qualche tempo fa sul Corriere della Sera aveva fatto temere il peggio. Sembra che anche Luciano Canfora si fosse accodato alla recente storiografia su Gramsci, volta a traslare il pensatore sardo, di volta in volta, nell'ambito del liberalismo, del trotzkismo, dell'intolleranza violenta, del doppiogiochismo in favore dei nazisti, ecc. ecc.. Stando a quanto emerge dalla lettura di Nunzio Dell'Erba - e in attesa di leggere il libro - pare che non sia così: siamo all'interno del buon vecchio paradigma togliattiano. Una buona notizia, ogni tanto [SGA].
Luciano Canfora: Gramsci in carcere e il fascismo, Salerno, Roma 2012, pp. 304
Il volume si
inserisce nell’ampio dibattito in corso sulla figura di Gramsci e lo
arricchisce affrontando un tema non molto frequentato dalla pur ricca
pubblicistica: la riflessione che egli venne maturando e perfezionando,
durante il decennio della sua detenzione, intorno alla natura e alle
prospettive storiche del fascismo, non solo italiano. La
riconsiderazione di questo aspetto del pensiero gramsciano conduce
anche, nel corso del libro, a porre sul tappeto la questione del
giudizio che Gramsci viene affinando intorno all’altra esperienza
centrale del Novecento, quella sovietistica. Somiglianze e differenze
tra i due contrapposti sistemi sono continuamente presenti alla sua
vigile attenzione critica. Da ultimo va rilevato che una considerazione
scientifica del fenomeno fascista, con cui Gramsci si misura nel corso
della complessa elaborazione dei Quaderni, porta con sé anche alcuni
corollari intorno al problema del consenso vastissimo che il fascismo
ottenne nel mondo intellettuale italiano. Completa il saggio un’ampia
sezione di documenti, alcuni dei quali, strategici per la comprensione
dei rapporti tra Gramsci e alcuni membri del PCI, riportati da Canfora,
dopo decenni, all’attenzione del lettore moderno.
Il nuovo libro di Canfora contiene tesi stranote e ignora il massacro editoriale compiuto da Togliatti su “Lettere” e “Quaderni”
Nunzio Dell'Erba Europa 18 maggio 2012
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