mercoledì 31 ottobre 2012
Una nuova traduzione per il trattato di botanica dello pseudo-Aristotele
Risvolto
Il testo originale del Peri phyton è perduto, e il trattato che leggiamo in greco, edito per la prima volta nei Geoponica (1539), e incluso in tutte le edizioni del Corpus Aristotelicum,
a partire dalla seconda edizione di Basilea (1539), è la retroversione
greca (anonima) condotta sulla traduzione latina, condotta a sua volta
su una traduzione araba di una traduzione siriaca. Si distinguono cinque
traduzioni (siriaca, araba, ebraica, latina, greca), su cui si basa la
nostra conoscenza del trattato. Il Medioevo latino attribuisce quasi
unanimemente il trattato ad Aristotele. L’attribuzione a Nicola di
Damasco (un peripatetico vissuto nel I secolo a.C.) si è imposta con
l’edizione della versione latina (di Alfred of Sareshel), curata da
Ernst H.F. Meyer. Il trattato ha un carattere peculiare nell’ambito
della botanica antica, in quanto affronta temi discussi principalmente
in ambito biologico e filosofico: se la pianta sia un essere vivente,
quale tipo di “anima” abbia, se sia capace di percepire, se i sessi
siano in essa distinti, e in genere quali caratteristiche tipiche della
fisiologia animale sia possibile riconoscere anche nella pianta. Esso ha
costituito nel Medioevo e nel Rinascimento una delle fonti antiche più
lette, come dimostrano, tra gli altri, il De vegetabilibus di
Alberto Magno, e il commento della retroversione greca da parte di
Giulio Cesare Scaligero. Il testo greco stampato a fronte della
traduzione è (tranne in alcuni punti, segnalati e discussi nelle note)
quello dell’edizione del 1989, curata da H.J. Drossaart Lulofs (editore
delle versioni orientali) e E.L.J. Poortman (editore della versione
latina e greca). La traduzione integrale è la prima in italiano. Questa
edizione è curata da Maria Fernanda Ferrini che insegna Filologia greca
all’Università di Macerata. Per Bompiani ha curato, in questa stessa
collana, la traduzione integrale e il commento di trattati appartenenti
al Corpus Aristotelicum: Problemi (2002), Fisiognomica (2007), I colori e i suoni (2008), Meccanica (2010). Del trattato sui Colori ha curato anche l’edizione critica (1999).
Una nuova traduzione per un testo il cui originale non si è mai conosciuto
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