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Filosofi di tutto il mondo unitevi in rete e affilate “Il rasoio di Occam” di MicroMega
di Elisabetta Ambrosi il Fatto 18.1.13
Filosofi
di tutta Italia, scaldatevi: è ora di scendere in rete. Se siete
curiosi di sapere fino a che punto la teoria del vecchio Marx funziona
ancora contro il nostro capitalismo marcio, o magari volete capire se le
tesi dell’apocalittico Heidegger possono realmente tornare utili dopo
Fukushima, da oggi c’è una palestra filosofica in più. Invece che sulle
gambe, però, come nelle scuole peripatetiche, le argomentazioni
cammineranno online. Il nuovo gymnasium della mente si chiama “Il rasoio
di Occam” ( http: //ilrasoiodioccam. microme ga.net ), una “costola”
filosofica di MicroMega – sempre diretta da Paolo Flores d’Arcais – che
si affiancherà ai contenuti del celebre Almanacco, senza ovviamente
replicarli. L’idea è nata l’anno scorso, con l’obiettivo – spiega il
coordinatore del sito Giorgio Cesarale – di creare uno spazio dove
discutere questioni che hanno una rilevanza pubblica”. Alcuni esempi?
Diritti umani, crisi economica, corruzione, fine vita, disuguaglianze e
possesso di armi. Ma solo, rigorosamente, con un linguaggio filosofico.
Insomma, niente “chiacchiere” (nel senso heideggeriano di banalizzazione
dell’essere).
Anche per questo, l’aggiornamento, almeno per ora,
sarà settimanale, proprio per dare modo a visitatori di leggere (e ben
“digerire”) l’intervento, in modo da intervenire a loro volta. Sul sito
graviteranno nomi di eccellenza, come Carlo Augusto Viano, Ernesto
Screpanti (autori dei primi due articoli pubblicati: “Aporie della
giustizia. Marx a lezione da Rawls” e “La razionalità sostanziale è
finita in Cina”). E poi Gianni Vattimo, Franca D’Agostini, Giulio
Giorello, Sossio Giametta, Telmo Pievani, Maurizio Ferraris, Alessandro
Petrucciani. C’è voglia, però, anche di far crescere giovani talenti
filosofici (trai vari nomi: Giacomo Fronzi o Ernesto De Cristofaro),
anche attraverso una sezione dedicata agli “emergenti. Ma “senza
parricidi né rottamazioni”, precisa il coordinatore.
ALTRO ASPETTO
importante del sito: il suo carattere internazionale. Per questo alcuni
articoli saranno scritti in inglese, mentre al tempo stesso importanti
filosofi stranieri troveranno pronta ospitalità.
Ci sono riviste o
siti a cui il rasoio di Occam si ispira? “In Italia non abbiamo un
modello esplicito di riferimento: apprezziamo il Phenomenology Lab di
Roberta de Monticelli, ma noi siamo aperti a tutte le scuole
filosofiche, non solo a quella fenomenologica”, continua Cesarale. “Ci
siamo invece ispirati alla rivista statunitense The Stone, legata al New
York Times”. Portare la discussione filosofica sul web, fuori
dall’Accademia, è un modo per dire che nelle università si discute
sempre di meno? “Non c’è una polemica diretta, però di sicuro il nostro
intento è quello di educare alla discussione un pubblico filosofico, che
spesso invece non è abituato”.
Sul sito, gli studiosi o i semplici
appassionati di filosofia troveranno anche una serie di strumenti: una
biblioteca virtuale di classici online che raccoglierà i testi dei
filosofi della nostra tradizione, sia in lingua italiana che originale.
DA
AGOSTINO a Wittgenstein; una raccolta dei link più importanti di siti:
blog multiautoriali, riviste, enciclopedie e biblioteche, centri di
ricerca; infine – soprattutto per i più profani – i nomi e le biografie
intellettuali dei maggiori filosofi italiani, da Giorgio Agamben a
Salvatore Veca, passando per Massimo Cacciari, Umberto Eco, Roberto
Esposito, Maurizio Ferraris, Giulio Giorello, Sergio Givone, Diego
Marconi, Antonio Negri, Pier Aldo Rovatti, Emanuele Severino, Salvatore
Veca (e si spera presto anche qualche donna).
Una curiosità: il nome
del sito – dal celebre argomento del filosofo Guglielmo di Occam,
secondo cui, ci spiega Cesarale, “bisogna eliminare problemi non
risolvibili attraverso prova empirica o argomentazione logica”, era
quello originariamente scelto per MicroMega. La politica troverà qualche
spazio? “No. Noi ci occupiamo di questioni che hanno rilevanza
politica, ma con un taglio scientifico-filosofico. E soprattutto, senza
alcuna ideologia di partenza”.
Pensieri sulla lama di un rasoio
Antonio Carioti, Corriere della Sera
|
17 Gennaio 2013
Sin dalla testata, il sito s'ispira a uno stile di pensiero fondato
sulla sobrietà e la limpidezza. Come insegnava il frate medievale
scozzese Guglielmo di Occam, è un errore moltiplicare inutilmente le
ipotesi volte a spiegare un fenomeno di cui si può dare conto in
termini più semplici: in questo principio, che scarta le teorie
superflue, consiste il suo proverbiale «rasoio».
Collegato
all'«Almanacco di Filosofia» che la rivista diretta da Paolo Flores
d'Arcais pubblica regolarmente — il nuovo numero, in edicola da oggi,
offre ai lettori un confronto su religione e libertà tra Jürgen
Habermas e Charles Taylor —, il sito proporrà però ogni settimana
contenuti del tutto autonomi rispetto ai fascicoli cartacei: per
cominciare, oltre al contributo di Screpanti, ne mette online uno di
Carlo Augusto Viano sul rapporto tra la razionalità sostanziale e
quella formale.
«I temi che vogliamo affrontare vanno dalle ricadute
della tecnica alla teoria economica, dalla bioetica ai fondamenti
della democrazia, senza contare gli sviluppi delle neuroscienze e le
loro conseguenze in campo filosofico», dichiara Giorgio Cesarale,
curatore del «Rasoio di Occam». Tra le firme del sito: Franca
D'Agostini, Giulio Giorello, Sossio Giametta, Maurizio Ferraris, Telmo
Pievani, Gianni Vattimo. Presto dovrebbero aggiungersi studiosi
stranieri.
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