venerdì 15 febbraio 2013
Ermeneutica: la versione di Carlo Sini
Di recente Sini, a partire dalla critica ormai dominante del
capitale finanziario e dal tema ambiguo del bene comune, arriva a «rimettere in questione il tabù
della proprietà privata». Lo fa però in una maniera così ingenua e idealistica che Gramsci avrebbe aspettato un po' prima di pubblicare i suoi articoli. E lo fa con una singolare contraddizione performativa, visto che è editorialista del giornale del PD, cioè di quel partito che maggiormente è responsabile per la deriva neoliberista in Italia [SGA].
LA REPUBBLICA del 14/2/2013
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
Tacciare un filosofo profondo come Carlo Sini di ingenuità è cosa così ridicola che si commenta da sola.
... e basterebbe avere letto un libro di Sini per comprendere come il giornalista non abbia capito un tubo di ciò che dice il filosofo (il più grande filosofo italiano vivente, per altro).
Posta un commento