Sassoon:Gramsci è tornato a Londra
Londra, se il ministro conservatore riscopre Gramsci... Intervista allo storico Donald Sassoon, che spiega i motivi di una dichiarazione che ha fatto scalporedi Umberto De Giovannangeli l’Unità 8.2.13
«AL DI LÀ DELL’USO CHE GOVE NE FA, È COMUNQUE SIGNIFICATIVO CHE UN MINISTRO CONSERVATORE SOTTOLINEI CHE “per un’analisi delle forze che ostacolano la liberazione dei giovani dalle catene dell’ignoranza, raccomanderei di prestare un’attenzione particolare all’opera di Antonio Gramsci...”».
A rilevarlo è uno dei più autorevoli storici inglesi: Donald Sassoon. Allievo di Eric Hobsbawm, Sassoon è ordinario di Storia europea presso il Queen Mary College di Londra. Il professor Sassoon è autore di diversi saggi sulla storia d’Italia, fra cui Togliatti e la via italiana al socialismo (Einaudi, 1980) e Cento anni di socialismo (Editori Riuniti, 1997). Con Rizzoli ha pubblicato inoltre Il mistero della Gioconda (2006) e Come nasce un dittatore. «È interessante rilevare rimarca Sassoon che nella citazione di Gramsci fatta da Gove, vi sono due concetti rilevanti nel pensiero gramsciano: la “liberazione” dei giovani e le “catene” dell’ignoranza».
Professor Sassoon, un ministro conservatore inglese, Michael Gove, titolare del dicastero dell’Istruzione, «riscopre» Gramsci. Un fatto che ha fatto scalpore in Gran Bretagna. Iniziamo dal contesto...
«Gove fa il suo intervento “gramsciano” ad un think tank centrista, “The Social market foundation”. Probabilmente il discorso è stato scritto da un collaboratore di Gove, visto che il ministro di questi tempi è impegnato nel pararsi dalle critiche, di sinistra e di destra, sulla riforma degli esami nei licei del Regno Unito. Resta il fatto che anche se il testo non è direttamente farina del suo sacco intellettuale, è sicuro che Gove ha dato il suo visto politico-culturale. E questo è indubbiamente significativo. Va peraltro rilevato che in questo momento parlare di Gramsci in Gran Bretagna vuol dire evocare qualcuno che è relativamente noto, però solo tra le élite. L’eco che quella citazione ha avuto sulla stampa, in particolare sul giornale con cui Gove ha aperto una polemica, The Guardian, estenderà la curiosità verso Gramsci..».
Ma qual è la finalità di questa operazione politico-intellettuale?
«Gove usa Gramsci per attaccare gli insegnanti progressisti, che in Gran Bretagna sono in maggioranza, criticando, in un modo un po’ caricaturale, il loro presunto “permissivismo” che, secondo il ministro, farebbe sì che gli “studenti seguano i propri istinti invece di essere guidati”. Nell’affermare una funzione pedagogica della scuola. Gove lo fa evocando una figura di sinistra. La cosa curiosa, e degna di riflessione, è che quella figura sia proprio Gramsci».
Come viene evocato Gramsci?
«È il Gramsci che dice che i nuovi orientamenti scolastici, cosiddetti “naturali”, sono diventati esagerati, e che prima almeno ai ragazzi venivano insegnati fatti concreti. In questa chiave, Gove fa un’altra citazione di Gramsci, quella in cui afferma, che “la cosa più insidiosa di questo tipo di scuola è che chi l’appoggia lo fa sotto la bandiera della democrazia, mentre in realtà essa è destinata a perpetuare, approfondendole, le differenze sociali”. Questa è una critica che Gramsci fa alla riforma Gentile; critica che è contenuta nei Quaderni dal carcere».
I riflettori puntati su Gramsci indicano la sua attualità.
«Certo che sì. L’intervento di Gove e il dibattito che si è aperto dimostra non solo che Gramsci e le sue riflessioni restano attuali, ma che Gramsci viene addirittura evocato da un ministro dell’Istruzione, per giunta conservatore, e che ministro...».
Vale a dire?
«Michael Gove dimostra di sapersi difendere in modo brillante, con un ottimo senso dei media, soprattutto perché è stato a lungo un giornalista, e alcuni lo indicano addirittura come un possibile successore di David Cameron. Se così fosse, sarebbe il primo premier britannico che abbia letto Gramsci, cosa che è sfuggita a Tony Blair...». Al di là dell’uso polemico, c’è un aspetto di Gramsci che Gove rimarca in particolare?
«È lo stesso ministro a indicarlo: “Antonio Gramsci annota era uno dei massimi critici delle strutture di potere del suo tempo; strutture che solidificavano l’egemonia delle élite tradizionali italiane”. Egemonia: altro concetto chiave nel pensiero gramsciano». Anche attraverso le citazioni di Gramsci, quale immagine ha inteso dare di sé il ministro dell’Istruzione di sua Maestà? «Gove vuole dipingere quelli che lo hanno ostacolato, con successo, il suo tentativo di riformare il sistema degli esami delle scuole superiori, come dei vetero-tradizionalisti, con forti caratteri classisti, mentre lui è l’operazione che ha tentato è un vero riformatore che vuole tornare a un modo tradizionale, appunto perché facendo così favorirebbe i ceti meno abbienti».

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