| 29 | 05-02-2013 | il sole 24 ore | 17 | IL MINISTERO: LE ISCRIZIONI CRESCONO FRA I NEODIPLOMATI |
| 30 | 05-02-2013 | italia oggi | 33 | MA L'UNIVERSITA' NON E' L'UNICA SCELTA |
| 31 | 05-02-2013 | europa | 2 | PROFUMO SMENTISCE IL CUN SULLA FUGA DALL'UNIVERSITA'. ECCO PERCHE' SBAGLIA |
| 32 | 05-02-2013 | italia oggi | 33 | STUDI UMANISTICI? NO, GRAZIE |
| 33 | 05-02-2013 | italia oggi | 4 | MENO ISCRITTI ALL'UNIVERSITA' LA COLPA E' SOLO DI FABRIZIO CORONA |
| 34 | 05-02-2013 | il foglio | 2 | PERCHE' IL CALO DEGLI ISCRITTI ALLE UNIVERSITA' SIGNIFICA MENO CAPITALISMO PER TUTTI |
| 35 | 05-02-2013 | giornale di sicilia | 13 | PROFUMO: "NESSUN ABBANDONO DI MASSA DAGLI ATENEI" |
| 36 | 05-02-2013 | italia oggi | 30 | PROFESSORI ASSOCIATI SI VA AL PIANO STRAORDINARIO |
| 37 | 05-02-2013 | l' unita' | 16 | L'UNIVERSITA' CHE VOGLIAMO |
lunedì 4 febbraio 2013
Università: tra le lacrime di coccodrillo del PD e l'insaziabile Confindustria
LA STAMPA del 4/2/2013
L'UNITA' del 3/2/2013
IL SOLE 24 ORE del 3/2/2013
Diritto allo studio, i ragazzi contro il decreto
Il
Consiglio nazionale degli studenti in allarme: «Troppe criticità, il
ministro Profumo ritiri il testo». Ed è allarme sulle borse di studio
di Mario Castagna l’Unità 5.2.13
Era un atto dovuto, richiesto dalla legge Gelmini, ma il decreto sul
diritto allo studio proposto dal ministro Profumo non ha avuto
l’accoglienza riservata alle grandi riforme. «Siamo convinti che non si
possa in nessun modo approvare un decreto del genere così
frettolosamente e prima della fine della legislatura dichiara il
sindacato studentesco Link -, non si può fare finta che non esista un
problema d’accesso e diritto allo studio in Italia che di certo non si
risolve, ma si aggraverebbe ancora di più con l’emanazione di questo
decreto».
Ieri gli studenti si sono ritrovati a Roma per la seduta del Consiglio
nazionale degli studenti universitari che avrebbe dovuto varare il
proprio parere. Gli studenti delle liste di sinistra, che sono il gruppo
più numeroso, hanno scelto però di non partecipare alla seduta e di
richiedere al ministro Profumo una pausa di riflessione. «Chiediamo al
ministro di ritirare questo decreto. Pensiamo sia meglio che a occuparsi
di questa materia sia il prossimo governo e non un ministro in
scadenza», spiega Enrico Lippo, capogruppo degli studenti di sinistra al
Cnsu. Molti, secondo gli studenti, gli elementi di criticità. Negli
ultimi due anni le borse di studio erogate sono calate del 31%, passando
da 147.000 a poco più di 110.000. E, stando alle stime degli studenti,
fra pochi mesi il numero dei borsisti potrebbe assottigliarsi a poco più
di 89mila beneficiari. Il decreto infatti abbassa le soglie massime di
reddito di accesso alle borse di studio e le differenzia per Regione:
20mila euro in Lombardia, 17.150 nel Lazio e 14.300 in Sicilia e
Campania. Attualmente, il limite per tutti è di 20.124,71 euro annui.
Raddoppiano poi i crediti che ogni studente deve acquisire per vedersi
garantita la borsa di studio negli anni successivi al primo.
A prescindere dalle condizioni sociali di partenza, il diritto allo
studio dovrebbe garantire a tutti di accedere ai livelli più elevati
dell’istruzione. Purtroppo non è così. La trappola sociale che blocca la
mobilità sociale dei giovani italiani infatti non ha pari in Europa,
almeno secondo i dati Ocse dell’annuale rapporto sull'istruzione che
analizza la provenienza sociale degli studenti italiani: nel loro
percorso educativo è ancora troppo forte il peso del background sociale
dei genitori.
Anche i recenti dati del Cun (il Consiglio universitario nazionale)
evidenziano un crollo delle iscrizioni che coinvolge soprattutto le
fasce più deboli della popolazione. «Ieri il ministro ha contestato in
un’intervista a La Stampa i numeri del crollo, sostenendo che a
diminuire sono solamente gli iscritti “tardivi”. Peccato però che i dati
del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario
dicano il contrario. Nel 2007 il 68% dei dicianovenni si iscriveva
all’università, oggi questa percentuale è scesa al 61%», così Federico
Nastasi, portavoce della Rete universitaria nazionale, parlando del
crollo delle immatricolazioni accusa esplicitamente il sistema italiano
di essere inefficiente e iniquo.
E dagli studenti è partito l’appello al presidente della Repubblica e ai
governatori della Puglia e della Toscana per cercare di bloccare in
extremis questa riforma. Il 7 il decreto arriverà sul tavolo della
conferenza Stato-Regioni per il parere obbligatorio degli enti locali.
Anche in quella sede ci sarà più di un assessore regionale disponibile
ad alzare un po' la voce. Anche loro infatti lamentano il fatto di esser
stati abbandonati dallo Stato nel contrasto alla crescente crisi dei
ceti medi. E se anche da loro arrivasse una bocciatura al decreto,
sarebbe veramente necessaria una pausa di riflessione.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento