venerdì 29 marzo 2013
Bertolt Brecht e Thomas Mann negli anni dell'esilio: un romanzo
Risvolto
È il 1933 quando l'incendio del Reichstag a Berlino segna il
destino della Germania, vittima dell'ascesa inarrestabile di Hitler: i
nazisti accusano del rogo i comunisti e avviano una spietata caccia
all'uomo. Il giorno successivo all'incendio, 28 febbraio, Bertolt
Brecht, che è nell'elenco degli artisti non graditi per le sue simpatie
comuniste, lascia in tutta fretta il paese. Appena qualche settimana
prima, l'11 febbraio, a varcare la frontiera era stato Thomas Mann, dopo
che una conferenza su Wagner a Monaco di Baviera gli aveva attirato le
ire dei nazionalisti hitleriani. Di fronte ai due si apre il lungo,
doloroso cammino dell'esilio.
Con stile incalzante e cura rigorosa nella ricostruzione degli eventi e nel ritratto dei personaggi e delle loro relazioni, Bert e il Mago
mette in forma di romanzo le vite parallele di due dei maggiori
esponenti della cultura europea novecentesca: la formazione della loro
poetica, la genesi delle opere, la notorietà e i riconoscimenti, i
risvolti meno noti della sfera privata, il fatale scontro con
l'aberrazione nazista.
Due scrittori rivali, distanti per età, credo
politico e concezione di letteratura, ma legati da una sorte comune:
quella dell'intellettuale posto di fronte alla sopraffazione e alla
violenza della storia; quella dell'uomo costretto alla fuga, e al
ripensamento dei propri valori, davanti alla follia del mondo.
Fabrizio Pasanisi è giornalista, autore televisivo, studioso di letteratura e traduttore. Con Bert e il Mago, suo libro d’esordio, è stato finalista al Premio Italo Calvino 2012, dove ha ricevuto la menzione speciale della giuria.
Dai libri bruciati in piazza all'esilio negli Usa, la storia di due tedeschi agli antipodi ma uniti dallo stesso destino
Daniele Abbiati - il Giornale Gio, 28/03/2013
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