venerdì 1 marzo 2013
Torna la "Storia della mafia" di Leonardo Sciascia
Risvolto
"Non c'è impiegato in Sicilia che non sia prostrato al
cenno di un prepotente e che non abbia pensato a trarre profitto dal suo
ufficio. Questa generale corruzione ha fatto ricorrere il popolo a
rimedi oltremodo strani e pericolosi. Ci sono in molti paesi delle
fratellanze, specie di sette che diconsi partiti, senza riunione,
senz'altro legame che quello della dipendenza da un capo... Il popolo è
venuto a convenzione coi rei. Come accadono furti escono dei
mediatori... Molti alti magistrati coprono queste fratellanze..." Così
don Pietro Ulloa, procuratore a Trapani nell'anno di grazia 1838. Un
giudizio e un ritratto ancora stimolanti, Sciascia se ne appropria e
traccia un profilo, denso e inevitabilmente problematico, della
cosiddetta onorata società, in questo scritto per la prima volta in
volume.
Alessandro Gnocchi - il Giornale Ven, 01/03/2013
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