venerdì 1 marzo 2013
Nuove ipotesi su Salvatore Giuliano
Risvolto
Castelvetrano (Sicilia), 5 luglio 1950. Il corpo di un giovane uomo
giace bocconi in un cortile del centro storico. La notizia
dell’uccisione di Salvatore Giuliano fa il giro del mondo in poche ore.
Ma non tutti credono alla versione raccontata dai Carabinieri. “Di
sicuro c’è solo che è morto” scrive qualche giorno dopo, su “L’Europeo”,
un giornalista di razza come Tommaso Besozzi. Chi è veramente il “re di
Montelepre”? Un Robin Hood del XX secolo che ruba ai ricchi per dare ai
poveri? O un terrorista nero al soldo di mafia e servizi segreti nel
periodo in cui si profila la nascita di Gladio? L’affaire Giuliano
sembrava ormai consegnato agli annali della storia criminale italiana,
una leggenda raccontata per decenni da rotocalchi scandalistici,
documentari, film e quotidiani in vena di scoop. Ma lo studio di
centinaia di carte – desecretate negli ultimi anni e provenienti dagli
archivi americani, inglesi e italiani – hanno convinto Casarrubea e
Cereghino a chiedere alla Procura di Palermo di riaprire le indagini su
ciò che avvenne realmente in quella notte d’estate siciliana. Basato su
testimonianze e documenti di prima mano, La scomparsa di Salvatore
Giuliano è un cold case all’italiana che non mancherà di sollevare
polemiche e interrogativi inquietanti sulle origini della nostra
Repubblica.
CORRIERE DELLA SERA del 28/2/2013
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