domenica 26 maggio 2013
Il dibattito storiografico sulle insorgenze post-1789 in una prospettiva revisionistica
Che la destra in Italia sia strutturalmente egemone almeno dalla caduta dell'impero romano d'occidente è comunque vero [SGA].
Massimo Viglione: Le insorgenze controrivoluzionarie nella storiografia italiana. Dibattito scientifico e scontro ideologico (1799-2012), Leo S.Olschki, pagg. 130, euro 16
Perché gli italiani erano antigiacobini?
di Fabio Massimo Signoretti Repubblica 26.5.13
Il
dibattito sulle reali motivazioni che spinsero gli italiani a insorgere
contro i rivoluzionari francesi e il giacobinismo (1790-1814) è da
decenni motivo di scontro e divisione ideologica all’interno della
storiografia nazionale. In questo libro Massimo Viglione, che da
vent’anni studia il tema, ne ricostruisce la storiografia con un lavoro
scrupoloso e documentato che va dalle origini risorgimentali (Cuoco,
Botta, Mazzini) alle opere dei decenni del nazionalismo e del fascismo
(Rodolico e Lumbroso), da Croce e Volpe fino alle opere di stampo
liberale e marxista del dopoguerra (De Felice giovane, Candeloro,
Godechot, Cingari, Zaghi) e al dibattito degli ultimi due decenni, che
ha visto l’aspro scontro fra la corrente “filogiacobina” (di cui Anna
Maria Rao è la capofila) e la corrente “filoinsorgente” (di cui lo
stesso Viglione è il caposcuola).
L’autore, pur fortemente critico
con i “filogiacobini”, ha il merito di illustrare con ampiezza e
precisione le argomentazioni e i lavori di decine di storici, compresi
gli esponenti di una “terza via” interpretativa, corrente che oggi vanta
nomi come Di Rienzo, De Francesco, Spagnoletti.
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