giovedì 2 maggio 2013
Parlare bene di internet fa sembrare intelligenti. Ma anche parlarne male e anche parlarne e basta senza aver nulla di particolarmente importante da dire
Andrew Keen: Vertigine digitale. Fragilità e disorientamento da social media, Egea 2013, 224 pagg., 20 euro, 11,99 e-pub
Risvolto
Il Web 3.0 di Facebook, Twitter, Google+ e
Linkedln è veramente il luogo della massima socialità e della
condivisione totale, dove tutti comunicano con tutti nel tempo e nello
spazio? Non rischia di essere, se non lo è già, il luogo dell'iper
realtà, dove si perde la distinzione tra realtà e irrealtà? Per Keen la
rivoluzione dei social media è di fatto la più travisata e distorta
trasformazione culturale dai tempi della Rivoluzione industriale. I
social media stanno indebolendo e frammentando la nostra identità: essi
ci disorientano e ci dividono, non instaurano affatto una nuova era
comunitaria e di uguaglianza fra gli esseri umani. Il tragico paradosso
della nostra vita è l'incompatibilità tra il nostro profondo desiderio
di appartenenza alla comunità online e di amicizia e l'altrettanto forte
desiderio di libertà individuale. Mentre si prevede che verso la metà
del XXI secolo quasi ogni essere umano del pianeta sarà connesso
elettronicamente, questo libro vuole essere una tesi contro la
condivisione, l'apertura, la trasparenza personale, il grande
esibizionismo.
IL GURU ANTI FACEBOOK
Annalisa Guglielmino Avvenire 30 aprile 2013
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