martedì 12 novembre 2013

Contro l'industria dell'arte contemporanea

Angelo Crespi: Ars attack. Il bluff del contemporaneo, Johan&Levi editore

Risvolto
Dissacrazione, nonsense, divertimento inutile sembrano le nuove categorie dell’arte contemporanea, in cui solo il mercato definisce il valore di un’opera, e ogni giudizio estetico è bandito. Oggi niente ha più senso se non il marchio di fabbrica dell’artista, mentre i musei del contemporaneo, vuoti esoscheletri senza contenuti, certificano i prezzi di questi nuovi “titoli spazzatura”. Nessun problema se questa nuova arte non aspi­rasse al paragone con l’arte della Tradizione , a confrontarsi con i grandi del passato, un’arte per la quale bisognerebbe forse trovare un nuovo nome, sgunz. Sulla scia di una consolidata scuola di pen­siero che va da Robert Hughes a Jean Clair, Angelo Crespi scrive un pamphlet che si pone come un manuale di so­pravvivenza in una giungla sempre più intri­cata, una scialuppa di salvataggio per chiun­que senta di aver perso la bussola, per chi naviga controcorrente e crede ancora nell’Arte.

Angelo Crespi - il Giornale Mar, 12/11/2013


58,4 milioni di dollari per una scultura, messa all'asta a New York da Christie's. Una cifra che può sembrare poca cosa, se paragonata ai 141 milioni pagati per Three studies of Lucian Freud, trittico dell'irlandese Francis Bacon battuto dalla stessa casa ieri notte. Ma che fa di Jeff Koons l'artista vivente più costoso al mondo.
Balloon Dog, questo il nome della scultura, ha battuto ampiamente il record precedente, che apparteneva a un lavoro di Gerhard Richter, Domplatz, Mailand, che Sotheby's aveva piazzato per 37 milioni di dollari. Interamente costruita in acciaio, realizzata tra il 1994 e il 2000, l'opera di Koons ha le dimensioni di un automobile.

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