Risvolto
domenica 10 novembre 2013
Il secondo volume dei Frammenti di Walter Benjamin su "Conoscenza e linguaggio"
Walter Benjamin: Conoscenza e linguaggio. Frammenti II, a cura di T. Tagliacozzo, Mimesis, pagg. 184, euro 14
Risvolto
Sono qui raccolti i frammenti e gli appunti di Walter Benjamin – la
maggior parte tradotti per la prima volta in italiano – che affrontano i
temi della critica della conoscenza e della filosofia del linguaggio.
Essi coprono un arco di tempo che va dal 1916 al 1926 e sono stati
pubblicati nel VI volume delle Opere complete edite da Suhrkamp nel 1985. Questi appunti frammentari ci permettono di comprendere meglio opere importanti di Benjamin quali Sulla lingua in generale e sulla lingua dell’uomo (1916), Sul programma della filosofia futura (1917-1918) e la «Premessa gnoseologica» a Il dramma barocco tedesco
(1925). La curatrice indica nel suo saggio introduttivo alcune
possibili strade d’accesso ai frammenti ponendo l’accento sulla
ricezione benjaminiana di Kant, del neokantismo e della fenomenologia, e
sull’influenza del rapporto con Gershom Scholem nell’elaborazione di
temi in cui cultura ebraico-cabbalistica, matematica e filosofia si
legano in modo inestricabile.
Gli appunti (inediti) del giovane Benjamin
di Francesca Bolino Repubblica 10.11.13
Appunti giovanili, schizzi, brevi riflessioni e ricordi autobiografici –
per la prima volta tradotti – raccontano Walter Benjamin tra il 1916 e i
primi anni venti. Un testo denso e ricco di spunti intorno alle
questioni di linguaggio, conoscenza, percezione e verità. Per Benjamin
il linguaggio non è limitato alla parola umana. È linguaggio anche la
comunicazione animale e la comunicazione muta delle cose. Il linguaggio
si estende dunque a tutta la natura animata perché «è essenziale ad ogni
cosa comunicare il proprio contenuto spirituale». Il linguaggio diventa
dunque la dimora rivelativa della verità umana.
Percepire significa percepire “mediante” il linguaggio senza venire
assorbito da esso: «la percezione è lettura». «È leggibile solo ciò che
appare nella superficie».
E la verità? Le verità dice Benjamin non si esprimono né
sistematicamente né concettualmente, tantomeno come avviene per le
conoscenze, in un giudizio, ma si esprimono nell’arte. «Le opere d’arte
sono il luogo delle verità». Tante opere autentiche, tante verità
ultime...
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