martedì 3 dicembre 2013
Due approcci alla storia medievale
Risvolto
In queste pagine troveremo i grandi papi che hanno fatto rivivere il
potere del clero contro i grandi signori secolari, gli scrittori e i
pensatori che hanno aperto la strada al Rinascimento, i guerrieri che
combatterono nelle crociate e le persone comuni che trovarono un nuovo
orizzonte di prosperità in un’epoca fiduciosa e dinamica,fino alla lunga
notte del Trecento.
Parentesi luminosa fra il caos dell’anno Mille e un quattordicesimo
secolo infestato dalla peste, dalle carestie e dalle guerre, gli anni
che troveremo in queste pagine furono ricchi di possibilità e di
speranza, di crescita e di conquiste. Dalle controversie Chiesa-Stato ai
conflitti religiosi e ai movimenti riformatori, dalla crescita
demografica alle straordinarie conquiste intellettuali – la letteratura
in volgare, il fiorire delle grandi università inglesi, francesi e
italiane, i capolavori dell’architettura gotica –, William Chester
Jordan ripercorre il cammino lungo il quale, con creatività e a passo
sicuro, si sviluppò quello che può ben essere definito il primo vero
Rinascimento europeo.
Risvolto
Questo lavoro nasce dalla convinzione che la
collaborazione interdisciplinare con le scienze cognitive offra
possibilità nuove alle scienze storiche. L'indagine "cognitiva" del
Medioevo qui condotta si concentra in particolare sui modi di
costruzione, ricostruzione e interpretazione del passato; il tema è
impossibile da affrontare senza tener conto della presenza cruciale
della corporeità, della voce, della narratività e del paesaggio come
chiavi di accesso a percezioni, sentimenti ed emozioni di uomini e donne
vissuti mille e più anni fa. La particolare forma di presenza del
passato che viene indagata orientava la percezione di spazio e tempo, ed
era condivisa da comunità mnemoniche che includevano individui sia
alfabetizzati che non alfabetizzati. L'autore propone anche riflessioni
sulle scelte formali ed espressive prevalenti tra quegli storici odierni
che rischiano di anestetizzare ciò che dovrebbero invece rendere
accessibile ai lettori; al contrario, nell'armamentario degli storici
andrebbe reintrodotto un 'medievale' senso di meraviglia nei confronti
del passato quale strumento indispensabile per la comprensione di ciò
che si studia e si racconta.
Storia /«NEL NOME DEL SIGNORE» DI JORDAN E «LA MEMORIA E LA VOCE» DI GALLONI
ARTICOLO il manifesto 2013.12.03 - 11 CULTURA Marina Montesano
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